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Ciao Clelia…

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La scorsa estate i primi segni della malattia.. Se ne va una coraggiosa e felice testimone del Vangelo

La Redazione – Con lei se ne va un pezzo di storia. E riguarda la storia del suo paese natale, San Potito Sannitico, e la storia della Diocesi di Alife-Caiazzo, entrambe vissute da protagonista, con entusiasmo, passione, energia.
Clelia Di Lello si è spenta questa mattina nella sua casa dove viveva con la sorella; in meno di un anno la malattia l’ha segnata profondamente nel corpo, ma non nello spirito: a parlare, fin quasi alla fine, i suoi occhi, il suo sguardo severo e dolce sempre a comunicare una parola, un messaggio, a provocare domande, ma soprattutto ad indicare soluzioni.

Clelia di Lello col vescovo Valentino DI Cerbo
Sarà mons. Valentino Di Cerbo, che l’aveva incontrata da poco nella sua abitazione, a celebrare i funerali domani pomeriggio (venerdì), alle 15.00 nella chiesa parrocchiale di Santa Caterina V. e M., con lui ci saranno diversi sacerdoti che negli anni hanno goduto della preziosa collaborazione di questa donna, inarrendevole, speranzosa, felice di essere Clelia.
Al suo nome si associano lunghi anni di attività pastorale della Diocesi di Alife-Caiazzo: l’inarrestabile impegno nell’Azione Cattolica diocesana e parrocchiale ne hanno fatto un modello per intere generazioni per aver creduto e testimoniato il valore del “laicato impegnato” e il necessario servizio alla chiesa accanto ai sacerdoti e ai vescovi che hanno guidato questa Diocesi.
E da laica aveva visto tutto il fiorire che il Concilio Vaticano II portava alla Chiesa universale ma anche alle piccole comunità dove era urgente esserci, dare lievito alla pasta, far germogliare esperienze di vita santa, con semplicità, ma soprattutto “senza perdere tempo…”. Tutto questo lo aveva tradotto da subito in fatti concreti perchè Clelia non amava perdersi in teorie di buona prassi cristiana: ha accompagnato la formazione di alcuni seminaristi diocesani; in preghiera senza sosta per le vocazioni; ministro straordinario dell’eucarestia; catechista; educatrice di Azione Cattolica, quindi mente e mano organizzatrice di campi scuola, feste, momenti di confronto e di preghiera.
Negli ultimi anni, alle tante passioni si era aggiunta quella per Clarus, infatti grazie a lei San Potito Sannitico oggi è il paese della Diocesi con il maggior numero di abbonati. E solo poche settimane fa si era interessata perché qualcuno prendesse il suo posto nel recupero e nel rinnovo degli abbonamenti a Clarus. Il valore formativo della stampa cattolica (in cui con estrema modestia proviamo ad inserire il nostro mensile) rappresentava per lei il respiro necessario alla la vita di ciascun battezzato e chiedeva il sostegno per la stessa stampa perché mai si esaurisse attraverso le pagine e le parole di giornali e settimanali il fiume di bene che accomunava e generava contatti tra i credenti.
Severa con se stessa e con gli altri, risolutiva e propositiva: pronta ad ammonire con rimprovero e al contempo a mettere una mano sulla spalla in segno di sostegno e vicinanza, portando anche la soluzione, la risposta, l’ironia: un ultimo ritratto di lei che rimarrà indelebile perché indelebile è stato il suo passo che ha percorso per 77 anni la storia della nostra piccola terra.

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