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Alto Casertano. Cresce il numero dei divorzi, il Centro diocesano per la Famiglia ne discute a Roma

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Il convegno organizzato dall’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Famiglia porta sul tavolo dei relatori i risultati del nostro territorio

La Redazione – Il 7 aprile il Centro Diocesano per la Famiglia “Mons. Angelo Campagna”, nella figura del direttore Dott. Davide Cinotti, ha partecipato al convegno della Pastorale familiare presso Pio Sodalizio dei Piceni nel complesso monumentale San Salvatore in Lauro, nei pressi di Città del Vaticano.
Tema dell’incontro Coinvolgere e accompagnare i divorziati, su cui anche Cinotti è stato invitato a relazionare descrivendo le attività del Centro Diocesano per la Famiglia, dando un breve punto di vista sulla situazione della crisi della famiglia attuale in virtù di ciò che si riscontra quotidianamente nel nostro contesto geografico e culturale,  quello dell’alto casertano.
E’ piaciuto molto il modello di intervento della Diocesi di Alife-Caiazzo nell’affrontare le esigenze sociali e sanitarie riscontrate tanto da stabilire per il prossimo futuro nuove occasioni di confronto.
Un contesto quello matesino  che riflette l’andamento nazionale in cui ci si sposa sempre meno e si fanno meno figli.

Alife-caiazzo centro per la famiglia
Da sinistra, la prof.ssa Tettamanzi, don Andrea Manto (responsabile della Pastorale familiare per la Diocesi di Roma), don Maurizio Gronchi (figura protagonista nel recente sinodo sulla famiglia e consultore della Congregazione per la dottrina della fede), il Card. Elio Sgreccia (tra i maggiori bioeticisti italiani), il prof. Maciocia (docente di Diritto Canonico a Palermo)

 I dati, pubblicati dall’Istat giovedì 7 aprile, confermano una tendenza ormai consolidata.
I matrimoni, anche nel 2014, diminuiscono (189.765), con un calo maggiore dei primi matrimoni degli sposi entrambi italiani e con il 43,1% celebrato con rito civile. Sempre nel ’14, separazioni e divorzi sono stati, rispettivamente, 89.303 e 52.355, con un aumento negli ultimi 15 anni del 24 e del 39,3%.
Da qui l’esigenza di individuare percorsi di vicinanza e accompagnamento «che potrebbero suggerire una serie di buone prassi politico amministrative». A partire dall’intervento del Centro diocesano per la Famiglia che vuole confutare «il fastidioso luogo comune del ‘Separarsi è bello’, ‘separarsi è facile’» e riflessioni della giornata, organizzata dalla Fondazione Ut Vitam Habeant in collaborazione con l’Istituto di Antropologia e il Centro diocesano per la Pastorale della famiglia, hanno tentato di fare il punto sullo stato della Famiglia in Italia a poche ore dalla pubblicazione dell’Esortazione apostolica post sinodale di Papa Francesco, Amoris Laetitia.
E’ intervenuto anche Don Maurizio Gronchi, docente di cristologia all’Urbaniana e consultore della Congregazione per la dottrina della fede, che ha partecipato a entrambe le assemblee sinodali in qualità di esperto, è stato chiaro. Non ci sarà alcuna rivoluzione dottrinale al termine di questo percorso, come in diversi hanno paventato, «ci sarà una maggiore consapevolezza però della complessità di un mondo radicalmente cambiato nel giro di pochi decenni. Tutto questo è stato affrontato con il coraggio di chi vuole portare il Vangelo sia alle famiglie serene, sia a quelle che vivono situazioni più complesse, quelle ferite, ai separati, ai divorziati. Come farlo? Riconciliando la diversità con lo Spirito, come dice il Papa».
Al termine dell’incontro, monsignor Andrea Manto, incaricato della Pastorale diocesana per la famiglia ha precisato: «Nonostante le difficoltà che la famiglia sta vivendo in questo tempo, nonostante un certo modo di intendere il diritto stia destrutturando la comunità familiare, bisogna continuare a stimolare e illuminare la riflessione sulla famiglia». Il cardinale Elio Sgreccia, direttore scientifico dell’Istituto di Antropologia ha quindi concluso la giornata: «Il miglior rimedio per lenire le piaghe, per aiutare a comprendere meglio le fratture della famiglia è esporre con maggiore chiarezza, profondità e passione evangelica quella che è la ricchezza di Cristo. Mi auguro che l’Esortazione Apostolica possa fornire a tutti i sacerdoti quella carica per mettere in campo, con maggior vigore, la loro missione più alta: annunciare Gesù. Dico loro e a tutti voi: leggete quel documento per poi applicarlo con un rinnovato anelito evangelico».

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