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Si è spento a Bergamo il cardinale Loris Capovilla. Fu segretario di Giovanni XXIII, il papa buono

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L’anziano Prelato, già segretario personale di Papa Giovanni XXIII e successivamente Vescovo di Chieti e di Loreto, è stata una delle figure più fulgide e lungimiranti della storia recente della Chiesa

mons. Capovilla
L’emozione nel giorno in cui è divenuto Cardinale

Alfonso Feola – Ci ha lasciato ieri, nel giorno dedicato a San Filippo Neri. Silenziosamente, nella mitezza e nella gioviale semplicità con la quale aveva vissuto, se n’è andato Monsignor Loris Capovilla, uno degli uomini di fede che la Chiesa abbia annoverato nell’ultimo secolo. Una figura bellissima e sfavillante, non tanto per la pur meritata berretta cardinalizia impostagli di recente, bensì per aver avuto la grazia di essere stato degno testimone diretto di un grande Pontefice del nostro tempo oggi Santo, il Papa buono, Giovanni XXIII, di cui egli segretario fin dai tempi del Patriarcato di quest’ultimo a Venezia.
Nato il 14 ottobre 1915 a Pontelongo, provincia e diocesi di Padova, Loris era figlio di Letizia Callegaro e di Rodolfo, funzionario della Società Belga Zuccherifici, che lo lascerà ad appena sette anni. Un’esistenza che fin da subito si aprirà tra precarietà e disagi, che tuttavia non ostacoleranno il compimento dei disegni divini in questo fanciullo, divenuto alunno del seminario patriarcale di Venezia e presbitero dal 23 maggio 1940, per le mani del cardinale patriarca Adeodato Giovanni Piazza. Saranno anni intensi, diviso tra mille impegni: gli incarichi di curia, la cura d’anime nella parrocchia di San Zaccaria, il catechismo ai ragazzi delle scuole medie ed il servizio come cappellano nelle carceri e negli ospedali locali. E negli stessi anni, segnati dal flagello della seconda Guerra mondiale, prestando servizio in aviazione, si adoperò per sottrarre ai tedeschi quanti più avieri possibili.
Iscritto all’albo dei giornalisti a partire dal 1950, Mons.Capovilla divenne direttore del settimanale diocesano “La Voce di San Marco”, oltre che predicatore domenicale su Radio Venezia: ciò, all’epoca, lo rese un autentico pioniere nella predicazione attraverso i nuovi mezzi di comunicazione. Nel 1953 divenne segretario particolare del novello Patriarca di Venezia, il cardinale Angelo Giuseppe Roncalli, che dopo cinque anni di laborioso servizio nella città lagunare lo porterà a Roma dapprima in veste di suo conclavista e poi, una volta eletto con il nome di Giovanni XXIII, nella carica riconfermata di segretario particolare. Durante il pontificato di Papa Roncalli diventa anche canonico del capitolo della basilica di San Pietro in Vaticano, mentre con il passaggio ad un nuovo pontificato, quello di Paolo VI, Capovilla diventa prelato di anticamera e perito conciliare.
Lo stesso Montini nel 1967 lo nomina e lo consacra arcivescovo metropolita di Chieti e amministratore perpetuo della diocesi di Vasto (oggi riunite in una sola arcidiocesi di Chieti-Vasto), mentre nel 1971, viene nominato Delegato pontificio per il santuario della Santa Casa di Loreto, oltre che arcivescovo titolare di Mesembria. Dimessosi dagli incarichi pastorali, nel 1988 si dimette dagli incarichi pastorali, va ad abitare a Sotto il Monte, in provincia di Bergamo, paese natale di papa Giovanni: li si dedicherà a ricevere pellegrini e di fedeli, in visita sui luoghi di origine del Papa buono, del quale costituirà per decenni la memoria storica più vicina ed attendibile, grazie anche alla redazine di testi approfonditi, conferenze e pubblicazioni varie, tra le quali lo stesso “Giornale dell’Anima” (il celeberrimo diario spirituale di Giovanni XXIII).
Inaspettatamente, nel 2014, a 99 anni suonati, papa Francesco lo eleva a cardinale di Santa Romana Chiesa, riconoscendogli l’opera indefessa a favore di quest’ultima, durata una vita intera; egli però è già indebolito da una salute malferma, pertanto sarà costretto a ricevere la berretta cardinalizia direttamente nella Chiesa parrocchiale di Sotto il Monte, dalle mani del Legato pontificio e cardinale decano del Sacro Collegio, Mons.Angelo Sodano. Inoltre, il 14 ottobre 2015, decide di trascorrere i festeggiamenti per il suo centesimo compleanno tra i profughi che hanno trovato ospitalità a Sotto il Monte. Ieri, nella clinica Palazzolo di Bergamo, l’ultimo atto di una vita straordinaria, densa di Fede e talmente imbevuta del pensiero e delle opere di Roncalli da divenire egli stesso un grande araldo del Vangelo, sempre proteso con grande speranza e lungimiranza al progredire dei tempi, come ebbe modo di riferire in una intervista rilasciata in occasione dei suoi 100 anni “Intanto Papa Giovanni ha insegnato a me di parlare del tempo presente con simpatia e con amicizia e non con la critica.
Il tempo passato… quando posso rivivo le cose grandi e belle che ci sono state… e il futuro, come lo vedo? Non è mio: io non ci sono. Lascio fare a Dio, con grande fiducia ed esultanza.

Leggi il messaggio della Diocesi di Bergamo (fonte Agensir)

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