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Ciao Vincenzo! Piedimonte Matese dà l’ultimo saluto a Vincenzo D’Allestro

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I funerali di Vincenzo D’Allestro a Piedimonte Matese. Chiesa gremita, a salutare la salma del concittadino vittima dell’attentato in Bangladesh

“È il tempo del silenzio e della preghiera. E’ il momento di volgere lo sguardo verso il Cielo e chiedere la grazia e l’aiuto necessari a comprendere questo difficile momento”.
Mons. Valentino Di Cerbo ha accolto così centinaia di fedeli che hanno accompagnato il feretro di Vincenzo D’Allestro alla Basilica di Santa Maria Maggiore, dove sono stati celebrati i funerali, alla presenza di familiari, amici, conoscenti, autorità civili e militari.

Dal chiostro di San Domenico, dove la salma è stata ospitata tutta la notte, questa mattina il corteo funebre ha proseguito verso il cuore del quartiere storico di Piedimonte Matese dove Vincenzo e la moglie hanno vissuto alcuni anni, fino a riempire la chiesa.
“Questa morte ha bussato alle nostre porte assumendo i tratti di un volto concreto, vero, quello della violenza che fino a poco fa ci coinvolgeva solo per sentimenti di solidarietà verso altre persone colpite”, così mons. Di Cerbo. “Quanto è accaduto ci ha fatto perdere nei giorni scorsi la gioia di vivere, ci ha umiliati… ci ha tolto il sorriso”.  Ma Piedimonte ha tenuto la testa alta di fronte al pesante male piombato sulla vita normale di questa comunità: “In un momento così tragico – ha proseguito il Pastore – la nostra città ha espresso il meglio di sé con segni di grande solidarietà e vicinanza, fino a sentirci davvero un’unica famiglia”.

Il Vescovo ha ricordato la fiaccolata che ieri sera ha accolto la salma di Vincenzo “che tornava da un viaggio triste, il suo ultimo viaggio: anche quello è stato un grande momento di amore”.
Ai parenti e alla moglie ha manifestato sentimenti di bene, di affetto, di vicinanza, invitando tutti ad avere Vincenzo come modello: la sua voglia di vivere, il sorriso, l’amore per la vita, la generosità, la dolcezza, la disponibilità; il Vescovo ha chiesto di farne modelli da imitare, perché la sua memoria rimanga e i suoi sogni restino vivi nel tempo.

Il Vangelo scelto per questa liturgia ha riproposto ai fedeli il tragico momento della morte del Figlio di Dio sulla croce, dolore che nemmeno Cristo comprende: “Mio Dio, mio Dio, perché mi hai abbandonato? È lo stesso grido che abbiamo pronunciato in questi giorni, increduli e sconvolti dall’orrore”, ha spiegato Di Cerbo.
“Dio, che scommette sulla libertà degli uomini lasciando a ciascuno la responsabilità di edificare la propria vita, ha partecipato con dolore a tutto questo, ma non ci ha lasciati soli, sta piangendo con noi in questo momento; sta mischiando le sue lacrime alle nostre. Sta chiedendo scusa, sta partecipando a questo nostro difficile momento”.

La gremita Basilica ha seguito l’intera cerimonia funebre con discrezione, nel silenzio, facendo risuonare forti le parole di conforto, rotte dall’emozione, del vescovo Valentino che alla fine della sua omelia ha ringraziato la famiglia di Vincenzo per il gesto di grande apertura, di amore manifestato nei confronti del Bangladesh chiedendo non fiori, ma opere di carità a favore della onlus Gli amici di Carlotta che nella capitale bengalese sostiene l’attività delle suore Maestre pie dell’Addolorata presenti in Oriente con diverse missioni dedite all’educazione e scolarizzazione dei bambini. “Grazie per questo gesto perché ci avete dato un forte segno di amore suggerito dalla vita stessa e dall’esempio di Vincenzo”.

La benedizione della bara, accompagnata dal canto e le ultime preghiere, hanno trovato sintesi nel silenzio commosso, nel pianto discreto e silenzioso, talvolta nascosto, di tutti i presenti. Emozione ancora più forte alla lettura di una lettera da parte degli amici:

“Tu, che avevi una grande voglia di vivere; tu con il tuo affetto pronto ad aiutare e sostenere chi si trovava in difficoltà. Tu, con il tuo sorriso, i tuoi occhi di gioia e amore riuscivi sempre a rassicurare tutti con le parole giuste. Tu, che hai saputo amare in modo incondizionato la tua cara Maria Assunta tanto da diventare esempio per tutti noi. Sarà difficile, molto difficile accettare la tua assenza ma la fede nel Signore ci darà la forza di continuare i nostri percorsi di vita senza di te”.
Poi la musica, note e parole tanto care a Vincenzo e Maria Assunta. Un ultimo applauso e di nuovo il silenzio rispettoso, silenzio che ha parlato ai cuori.
Ancora a spalla, il feretro è stato condotto a piedi verso il centro cittadino e poi, in auto, il corteo ha raggiunto il cimitero comunale per la tumulazione.

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