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Caserta / Piana di Monte Verna. Biodigestore a Gradilli, vicino al Palamaggiò. Stefano Giaquinto, voce della protesta

I casertani hanno lottato per anni scongiurando la discarica de Lo Uttaro, ora optano per un biodigestore in una località poco visibile, tra il verde della natura, a ridosso del fiume Volturno

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Il 30 giugno, con una delibera di giunta n. 112 (scarica il documento), il Comune di Caserta guidato da Carlo Marino ha approvato lo studio di fattibilità e il progetto preliminare di un impianto di trattamento dei rifiuti umidi da realizzarsi eventualmente (sulla localizzazione si attendono ulteriori verifiche) in località Gradilli, lontano dagli occhi dei cittadini casertani, poco distante dal Palamaggiò, ai confini con il comune di Capua e in prossimità dei territori di Caiazzo, Piana di Monte Verna e Limatola.

Le prime polemiche portano la firma del consigliere provinciale Stefano Giaquinto, a difesa delle campagne a margine dell’impianto in questione e degli allevatori e agricoltori che in zona gestiscono le loro imprese: “Sul trattamento e la gestione dei rifiuti il PD dimostra ancora una volta la sua scarsa conoscenza del territorio ed una totale mancanza di rispetto nei confronti delle comunità locali che per decisioni così importanti non vengono mai interpellate. La delibera della Giunta Marino – spiega Giaquinto –  che indica la località Gradilli come area per realizzare un impianto per il trattamento di rifiuti organici voluto dalla Giunta regionale targata De Luca è irresponsabile e sbagliata: in zona insistono attività agricole ed imprenditoriali fiorenti la cui economia potrebbe avere ripercussioni notevoli qualora questa decisione fosse confermata. Ci opporremo con tutte le nostre forze affinché sia definitivamente scongiurata questa ipotesi”.

Giaquinto ha già stabilito contatti con il comune di Capua e Piana di Monte Verna
, e presto lo farà con quello di Limatola: “Un altro aspetto che ci preoccupa fortemente riguarda il transito dei mezzi pesanti attraverso i territori di Sant’Angelo in Formis e i piccoli comuni dell’Alto Casertano. Nel frattempo discuterò il caso anche con i direttori di Cirio Agricola e Parmalat che insistono sul territorio di Piana di Monte Verna a distanze davvero ravvicinate con l’area interessata dal biodigestore”.

Il progetto
Il progetto casertano che nel 2013 prevedeva un diverso impianto nell’area Lo Uttaro per il trattamento dell’indifferenziato e dell’organico, dopo anni di vicissitudini, ora troverebbe utilizzo e collocazione diverse: nella delibera si legge la volontà del Comune di Caserta di rispondere alla richiesta della Regione di creare impianti per lo smaltimento dell’umido che rendano la Campania autosufficiente “in relazione ai fabbisogni del territorio”, tant’è che il Comune di Caserta è già risultato beneficiario di un finanziamento (decreto n.123 del 7/03/2017) per la “progettazione e costruzione di un impianto di trattamento del rifiuto umido”.
Il Comune ad oggi dispone ormai di studi di fattibilità e spese del lavoro che ammontano alla cifra di circa 26milini di euro, e sembrerebbe determinato a procedere riservandosi ancora la valutazione sulla effettiva possibilità di costruire in località Gradilli.

Oltre le accuse tra partiti urge un atto di coscienza politica
La polemica potrebbe superare di gran lunga le divisioni politiche PD-Forza Italia poste dal consigliere e innescare su più livelli – sociali e culturali – un ben più ampio dibattito considerato che Gradilli rappresenta la congiuntura geografica tra il casertano e l’area del Medio Volturno, e meglio ancora, una delle vie di collegamento tra le grandi aree urbane della Campania e il Matese, ossia quel territorio tanto cercato, tanto apprezzato (forse poco difeso) dal turismo veloce di cittadini e politici dell’intera Regione.
Ma forse è chiedere troppo!
I primi ad insorgere, logicamente, i cittadini di Caiazzo e Piana di Monte Verna  con la richiesta ai sindaci locali di farsi voce del territorio e quella di istituire un Comitato contro la realizzazione dell’impianto.
Tra gli auspici del consigliere Giaquinto, quello di vedere coinvolti nell’Osservatorio che istituirà il Comune di Caserta i primi cittadini dei comuni “toccati” dal biodigestore.

 

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