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La preghiera in memoria dei Missionari Martiri. Sono 1200 quelli uccisi negli ultimi 40 anni

La Diocesi di Alife-Caiazzo preghierà in Cattedrale domenica 24 marzo alle 19.30

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Annamaria Gregorio – Il 24 marzo la Chiesa celebrerà la 27° Giornata di preghiera e digiuno in memoria dei Missionari Martiri.
Istituzionalizzato nel 1993, per iniziativa dell’allora Movimento Giovanile Missionario, diventato oggi Missio Giovani della Fondazione Missio, questo appuntamento annuale vuole essere un momento di riflessione e di preghiera, per ricordare tutti i testimoni del Vangelo uccisi, in varie parti del mondo. La data scelta coincide con l’assassinio e il martirio di mons. Oscar Romero, arcivescovo di San Salvador, avvenuto appunto il 24 marzo del 1980 (nella foto in alto, a El Salvador, un murales ricorda il Vescovo martire). 
Anche la Diocesi di Alife-Caiazzo in questa data dedicherà alla preghiera e al ricordo un tempo privilegiato nell’evento fissato in Cattedrale, sempre il 24 marzo, alle 19.30. Nel frattempo si prepara a viverlo con la Campagna Social del mese di marzo indetta dalla Fondazione Missio a cui tutti possono accedere attraverso facebook e youtube.

Dalle testimonianze di Agenzia Fides, sono circa 1200 i missionari uccisi, dal 1980 ad oggi, nelle zone a rischio dei cinque continenti: sacerdoti, religiosi, religiose e laici che hanno perso la loro vita, per il solo fatto di fare del bene al prossimo; senza contare le stragi di massa che avvengono ancora oggi, a seguito di vere e proprie persecuzioni religiose, a causa dei molteplici conflitti dimenticati nel mondo, dove albergano sentimenti quali odio e vendetta che, nonostante gli sforzi e i moniti di tanti Papi, nel corso dei secoli, l’uomo ancora non è riuscito a debellare.

Interpretando i segni dei tempi, ci troviamo di fronte alla versione contemporanea delle parole del Salmista “Essi mi hanno reso male per bene, e odio in cambio di amore”. (Salmi 109:5) e dell’antica “Beatitudine” : “Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia” (Mt 5,11).

Il tema scelto quest’anno,  Per amore del mio popolo non tacerò (cfr. Is 62,1), è ispirato appunto alla testimonianza di Mons. Oscar Romero, el santo de America, proclamato santo il 14 ottobre scorso da papa Francesco e vuole esprimere la piena consapevolezza che amare Dio significa amare i propri fratelli, significa difenderne i diritti, assumerne le paure e le difficoltà. Significa agire coerentemente alla propria fede. In quanto cristiani, discepoli missionari, portatori della Buona Notizia di Gesù non possiamo tacere di fronte al male. E farlo significherebbe tradire il mandato che ci è stato affidato.

Il ricordo e la preghiera per questi missionari, che hanno versato il sangue per la fede, ci farà concretizzare sempre di più, durante al Quaresima, l’essenza della vera testimonianza cristiana e ci avvicinerà all’uomo “Cristo”, martire per amore.

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