Close Menu
Clarus
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Facebook X (Twitter) Instagram
    Clarus
    • Homepage
    • Attualità
      • Editoriali
    • Chiesa e Diocesi
    • Territorio
    • Arte e Cultura
    • Scuola
    • Eventi
    • Rubriche
      • Occhio allo schermo
      • L’italia fuori dall’Italia
      • Matese d’acqua dolce
      • Matese tra moderno e contemporaneo
      • Tutti i sentieri portano in cima
      • Ci siamo già passati
      • Mediovolturno tra moderno e contemporaneo
      • Voci d’inverno
      • Umani nel digitale
      • Una foto una storia
    Clarus
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Cookie Policy
    • Termini e condizioni
    • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
    • Disconoscimento
    Home»tutto sotto controllo»La maschera della morte rossa di Edgar Allan Poe
    tutto sotto controllo

    La maschera della morte rossa di Edgar Allan Poe

    Redazione17 Aprile 2020Nessun commento

    Prosegue il nostro viaggio tra la Storia e le sue epidemie e le storie degli uomini in esse…
    Stasera, il nostro autore Luca Di Lello, ci conduce tra le pagine de La Maschera della morte rossa di Poe dove tutto sa di cupo, tetro, di buio…
    Non manca, tuttavia, come già per gli atri scritti della rubrica  “Tutto sotto controllo. Ci siamo già passati”, un pensiero all’uomo, alla sua capacità di edificarsi giorno dopo giorno…

    Gli articoli precedenti
    La Ragione contro la peste. De Rerum Natura
    La peste di Giustiniano
    Boccaccio tra peste e letteratura
    La peste di Londra: Daniel Defoe

    The masque of the red death è un racconto di inquietudine e di alienazione. Di malattia e di morte, di sangue e di oblio. È un racconto di tinte fosche. In cui tutti i caleidoscopi di colore sono dominati dal binomio nero-porpora. Una storia di contagio, di pestilenza e di una malattia inarrestabile e fulminea.
    Una storia in cui già dalle prime righe, che immergono il lettore in una dimensione trasognata, ci si accorge che tutto è sorretto da una macabra consapevolezza: la fuga del tempo e la morte. Ed è per questo che tutte le allegrie e i possibili divertimenti che questo mondo possa offrire presentano un retrogusto amaro, un presagio sinistro, come un clown che, alla fine, mette angoscia.

    Veniamo al racconto: siamo in un luogo indefinito colpito da un contagio spaventoso, una pestilenza chiamata “la morte rossa”. Prospero, il principe, reagisce ritirandosi con tutta la corte in una delle sue abbazie e la predispone a tutti i divertimenti. Mura e porte di ferro dividevano dal mondo esterno: da un lato l’anarchia e il si salvi chi può, dall’altro la corte piena di feste di ogni tipo. E suddivisa in tante stanze, ognuna di un colore diverso con le vetrate decorate, tra cui una completamente nera, con le vetrate rosse. Tutte illuminate dai riflessi che le vetrate avevano da un braciere gigante posto al centro del corridoio. L’incipit ci cala in questa cupa atmosfera, a cui le gioie della festa non riusciranno ad essere un gaio contrappunto:
    La Morte rossa aveva per parecchio tempo devastato la regione. Non si vide mai peste così fatale e orribile. Il suo emblema era il sangue. Il rossore e l’orridezza del sangue. Cominciava coi dolori acuti, una vertigine improvvisa e poi uno stillazione abbondante attraverso ai pori, la dissoluzione dell’organismo. Delle macchie rosse sul corpo e specialmente sul viso della vittima, la mettevano al bando dell’umanità e le precludevano ogni soccorso a ogni simpatia. Il contagio, il progredire, i risultati della malattia erano questione di una mezz’ora. Ma il principe Prospero, imperterrito e prudente, era felice.

    Nella stanza nera, cui abbiamo accennato, c’è un orologio. Un gigante pendolo di ebano dal suono sordo, pesante, monotono tanto che i musici dell’orchestra erano costretti a sospendere momentaneamente la loro esecuzione per ascoltarlo e a ogni rintocco apparivano il turbamento, il tremore e la meditazione di prima. Si prosegue in questa allegria finché scocca la mezzanotte e si è costretti a sentire ben dodici rintocchi. Ed è qui che dalla folla festante emerge la maschera della morte rossa.

    Poe ci racconta così la sua apparizione:
    Prima che gli ultimi echi dell’ultimo rintocco sprofondassero nel silenzio, ebbero tutto il tempo di notare la presenza di una figura mascherata che fino ad allora non aveva colpito l’attenzione di nessuno. E appena la notizia di questa nuova presenza si sparse sottovoce tutt’intorno, da tutta la brigata si alzò un brusio, un mormorio, esprimente disapprovazione e sorpresa prima, poi, finalmente terrore, raccapriccio disgusto. […].
    Tutta l’assemblea parve sentire profondamente il cattivo gusto e la sconvenienza della condotta e del travestimento dello straniero. Il personaggio era alto e scarno, avvolto dalla testa ai piedi in un sudario. La maschera che celava il viso rappresentava così bene la rigidità della fisionomia di un cadavere che la più minuziosa analisi difficilmente avrebbe scoperto l’inganno.

    Il racconto finisce col principe Prospero che si decide a sfidare la maschera, sguaina la spada, l’assalta, ma è la maschera ad avere la meglio. E tutti gli ospiti della lieta e gaudente abbazia cadono morti. Col trionfo della morte su tutto e tutti.

    La morte è qui oblio di tutte le cose e che, così concepita, da un unico e categorico comandamento: vivere per la ricerca sfrenata dei piaceri. Nessuna riflessione sull’ethos o sulle forme del vivere associato può essere concepita. C’è solo il presente e questa opportunità di godere. E questa presuppone come unico impegno, quello di allontanare quanto più possibile il pensiero della morte.

    Questo famoso racconto di Edgar Allan Poe fu scritto nel 1842 e poi pubblicato nel Graham’s Magazine e poi, nella sua raccolta Racconti (Tales) del 1845, posizionato nella terza sezione nota come Racconti del terrore e del grottesco. Ha poi avuto ben quattro trsposizioni cinematografici tra cui ricordiamo quello del regista Roger Corman nel 1964.

    Questo plot non può non richiamare altri due libri famosissimi: uno scritto qualche decennio dopo e l’altro qualche secolo prima. Stiamo parlando del Ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde in cui tutta la narrazione è all’insegna della vita gaudente e voluttuosa ma sempre sorretta dalla consapevolezza della durata stabilita, del tempus fugit emblematizzato nella marcescenza del ritratto che invecchia.
    All’altro ci porta l’omonimia dei protagonisti: è La tempesta di William Shakespeare in cui il re Prospero, studioso di arti magiche, spodestato e esiliato su un’isola, provoca una tempesta che fa approdare, per diversi lidi, tutti sulla sua isola, per poi riunirli tutti insieme alla fine, con un altro incantesimo, per accordare loro il suo perdono. C’è anche qui l’immagine del Prospero grande regista, ma con intenti diametralmente opposti a quelli di Shakespeare. Non c’è spazio qui per i grandi temi, come la lealtà, il buon governo, la formazione, la promozione umana. Sono tutti inghiottiti dal tema della morte, che stravolge le nostre certezze. Ci invita dunque a guardare con prospettive totalmente
    diverse la vita, il suo corso e i progetti di come spenderla. Come in ogni storia di contagi (in altro trovi i link alle pubblicazioni precedenti) c’è la morte e l’interrogativo martellante di come la nostra unica vita sia degna di essere vissuta.

    Articoli correlati

    Duemila anni di epidemie. Cosa abbiamo imparato? Cosa racconteremo in futuro?

    21 Maggio 2020

    Cecità di Saramago, l’epidemia di chi passa accanto ai morti e non li vede

    18 Maggio 2020

    La peste di Camus e la salvezza come rivolta contro l’assurdo

    4 Maggio 2020

    La peste di Manzoni. Passione e ideologia tra buon senso e senso comune

    24 Aprile 2020
    Leave A Reply Cancel Reply

    Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

    About Us
    About Us

    Clarus è una testata registrata presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere con n.613 del 17/02/2004, con sede in via Scorciarini Coppola
    n. 234 - 81016 Piedimonte Matese.
    C.F. 82030210619
    Direttore responsabile Maria Grazia Biasi.

    Siti web diocesani
    Diocesi di Alife-Caiazzo
    Biblioteca Diocesana San Tommaso D'Aquino

    Our Picks

    Assisi, 21 febbraio 2026: esposizione delle spoglie di San Francesco

    23 Febbraio 2026

    Vaticano, 11 febbraio 2026. Madonna di Lourdes

    18 Febbraio 2026

    Milano, 6 febbraio 2026: Olimpiadi invernali Milano-Cortina

    6 Febbraio 2026
    New Comments
    • DIEGO DE ROSA su Acqua, fede e territorio: il prospetto dell’acquedotto dei conventi a Piedimonte d’Alife (1935)
    • ct 999 su L’ombra delle spie: la storia vera di Greville Wynne e Oleg Penkovsky nel mirino della Guerra Fredda
    • Salvatore su Sessa Aurunca. Cittadini, Associazioni e Politica compatti sul nome del vescovo Nogaro
    • Laura Alfano su Le caramelle di Nogaro. La dolcezza di un magistero rivolto a tutti, senza distinzioni di razza, religione, pensiero politico
    Facebook X (Twitter) Instagram Pinterest
    • La testata
    • Gerenza
    • Contatti
    • Cookie Policy
    • Termini e condizioni
    • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
    • Disconoscimento
    © 2026 ThemeSphere. Designed by ThemeSphere.

    Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

    Gestisci la tua privacy

    Per fornire le migliori esperienze, noi e i nostri partner utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie permetterà a noi e ai nostri partner di elaborare dati personali come il comportamento durante la navigazione o gli ID univoci su questo sito e di mostrare annunci (non) personalizzati. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.

    Clicca qui sotto per acconsentire a quanto sopra o per fare scelte dettagliate. Le tue scelte saranno applicate solamente a questo sito. È possibile modificare le impostazioni in qualsiasi momento, compreso il ritiro del consenso, utilizzando i pulsanti della Cookie Policy o cliccando sul pulsante di gestione del consenso nella parte inferiore dello schermo.

    Funzionale Sempre attivo
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
    Preferenze
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
    Statistiche
    L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
    Marketing
    L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
    Statistiche

    Marketing

    Funzionalità
    Sempre attivo

    Sempre attivo
    • Gestisci opzioni
    • Gestisci servizi
    • Gestisci {vendor_count} fornitori
    • Per saperne di più su questi scopi
    Gestisci opzioni
    • {title}
    • {title}
    • {title}

    Caricamento commenti...