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Vien appriess a mme! Un vangelo che è straordinaria “suonata”

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“Vien appriess a mme”.
È il vangelo di questa domenica.
Parole più chiare di così non possono esprimere altro concetto: c’è uno che guida e chiede di essere “accompagnato” nella ‘sonata’, sostenuto nella stessa musica perché quell’opera sia rafforzata e amplificata ma porti anche le capacità di ognuno in un’unica armonia di suoni.
“Venite dietro di me” dice Gesù ai primi discepoli; è l’invito a stare con lui, a fare come lui, a suonare la sua stessa musica…: un vangelo che ugualmente a tutti chiede di amare, donare, guarire, educare alla pace, alla vicinanza, alla gratuità. Sinfonia!
 
Vien appriess a mme è la espressione di chi sta suonando o sta per farlo, ha imbracciato lo strumento e chiede ad un altro di stargli accanto per compiere l’’impresa musicale’, grande o piccola che sia.
Vien’m appriess. Il Maestro, colui che conduce l’esecuzione ne sa qualcosa in più, ma si fida di chi gli sta accanto; corre il rischio di coinvolgere nella sua “suonata” qualcuno meno esperto che potrebbe perfino rovinargli la scena. Eppure lo chiama accanto a sé chiedendogli creatività, passione, ritmo comune, sintonia immediata fatta di sguardi o ancor più sottilmente di un abbraccio interiore.
Vien’m appriess può riservare esecuzioni straordinarie e inaspettate perché durante la “suonata” può accadere che il discepolo ci prenda gusto e possa concedersi un assolo o un controtempo che renda più originale il pezzo. Il Maestro saprà sorprendersi, sorridergli e dargli lo spazio che merita ma senza perderlo di vista e garantendo il ritmo giusto o perché no, la copertura di qualche sbavatura.
Vien’m appriess significherà per il discepolo misurarsi con chi è più grande di lui ma lo ha chiamato a condividere un bel momento; significherà crescere in quel momento e scoprirsi chiamato ad una “suonata” più grande di lui o su cui mai si era misurato.
Il finale? È sempre un gran finale perché nessuno dei due vorrebbe smettere di suonare. Di solito, sull’ultima battuta, chi si è messo “appriess” (dietro il maestro) e ci ha provato gusto, decide di andare avanti e sorprendere tutti. Il Maestro gli ha concesso un tempo opportuno per fare un salto di qualità e questo è il suo momento. E allora via…superando i tempi prestabiliti, al silenzio che dovrebbe seguire, lui aggiunge un tocco “in levare”. Che significa “è finita, ma non è finita qui…”.
 
Grazie a quei Maestri che dal Vangelo fino ad oggi hanno chiamato a suonare con sé e dato fiducia.

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