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    Home»Primo Piano»Nuoto / Antonella Crispino medaglia d’oro in Cina: il mio risultato è anche merito del tifo che arriva dal Matese
    Primo Piano Sport

    Nuoto / Antonella Crispino medaglia d’oro in Cina: il mio risultato è anche merito del tifo che arriva dal Matese

    Grazia Biasi10 Agosto 2023Nessun commento

    Antonella Crispino continua ad andare forte, la sua corsa non si arresta anche dopo il successo appena ottenuto alle Universiadi di Chengd in Cina che le è valso un oro nei 200 metri farfalla con il tempo di 2:09.10. Le sue parole si rincorrono, si affrettano a dire quanto sia felice, quanto siano valsi i sacrifici compiuti per anni, quanto sia importante avere una famiglia, gli amici e una comunità che la supportano e la incoraggiano. Le abbiamo chiesto di Chengd e delle prossime Olimpiadi a Parigi quest’ultimo obiettivo sognato e sperato ma ancora da valutare e sottoporre ai tempi “perché nel nuoto il tuo confronto quotidiano è con il tempo sempre pronto a sbatterti la realtà in faccia, a farti sorridere o piangere e scoraggiarti”.

    La giovane nuotatrice oggi in forze alla squadra sportiva dell’Esercito Italiano nuota da sempre, da quando aveva tre anni; “ma a cinque – spiega lei – è iniziato quel lungo percorso che non si è più fermato ma rafforzato e orientato verso sempre nuovi traguardi”. A quindici anni inizia la sua avventura di gare, trascorre sempre più tempo in acqua, ed è un crescendo di risultati, fino agli ultimi come la qualificazione agli Europei e le Universiadi di pochi giorni fa. Entusiasmo nelle sue parole ma anche tanta determinazione e la convinzione che “il nuoto oltre a farti vivere in stretto contatto con il cronometro, ti confronta con i tempi della vita, quando ad un certo punto il fisico e la mente non potranno più compiere le imprese di oggi”. Questa consapevolezza la accompagna da sempre tanto da permetterle una serena visione del futuro: “lo studio – prima al Liceo e oggi all’Università – è anch’esso parte della mia vita e su esso sicuramente fonderò il mio percorso successivo”. Si allena con la Società ’Assonuoto Club Caserta attualmente seguita dall’allenatore Ileano Cerroni, e al contempo frequenta la facoltà di Giurisprudenza all’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli riuscendo a conciliare i due impegni, “il nostro è un lavoro mentale prima che fisico, l’importante è trovare il giusto equilibrio nella propria giornata. Con lo studio, fare poco ma fare bene e con costanza mi ha sempre aiutato a stare al passo e a raggiungere comunque i risultati sperati”.

    È tornata dalla Cina con una medaglia d’oro al collo dopo aver vissuto l’emozione di una suggestiva cerimonia di apertura e il bel clima di amicizia nella delegazione dei 180 atleti partiti dall’Italia; ottimo l’afflato nella squadra del nuoto composta da 36 atleti e 6 tecnici, ma il percorso che l’ha preparata a questi momenti non è stato semplice, tanti momenti di incertezza e di suspence per capire se sei dentro all’evento oppure no, tensione continua nella corsa contro il tempo che ti rifila anche dei ‘no’, continue pressioni e la mancata possibilità – per gli atleti del nuoto – di misurarsi spesso con competizioni internazionali che un po’ riduce per molti di loro la possibilità di confrontarsi e fare risultati. Eppure quella di Antonella è una settimana ‘in vasca’ inclusa la domenica, per gareggiare. Nove volte a settimana si allena in acqua alternando le vasche della Piscina comunale di Piedimonte Matese a quelle di Caserta dove può percorrere la distanza dei cinquanta metri a cui si aggiungono tre sessioni di palestra.

     Grazie al Matese per il tifo e la spinta che continua a donarmi 
    Le piace stare in compagnia e non rinunciare al piacere dei momenti con amici e con la famiglia anche se riconosce di aver rinunciato per lunghi anni alla quotidianità dei suoi coetanei “Non si tratta di un sacrificio perché il nuoto è la mia vita, la mia routine, ciò che spontaneamente vivo con disinvoltura, ma riconosco che non è stata una passeggiata”. Cosa rappresenti nella vita di una ventenne tutto questo, continua a spiegarcelo con grande entusiasmo: “lo sport, nel mio caso il nuoto, ti insegna che nei momenti di difficoltà non si molla, non si getta la spugna; ti insegna che quando il risultato non arriva è allora che devi insistere e puntare in alto: la mia medaglia di oggi è frutto sicuramente di tanto allenamento ma anche di questo percorso”. Chiama spesso in causa la famiglia che da sempre la supporta accogliendo e sostenendo i suoi momenti più difficili, ma poi il “grazie” si rivolge alla sua comunità matesina, quella di Piedimonte Matese dove ha vissuto fino a poco fa e quella di San Potito dove risiede attualmente. Alla domanda “che effetto ti fa balzare dal Matese alla Cina e tornare con una medaglia d’oro?” risponde come chi non desideri altra domanda che questa: “questi luoghi sono la mia forza, questa gente è la mia forza mentre mi alleno e mentre gareggio. Non così purtroppo per molte colleghe che provengono da paesi e città ben più conosciuti dove però manca il legame che contraddistingue gli abitanti dei piccoli paesi in cui difficilmente si è anonimi: nel nostro caso prevale il senso di comunità, la vicinanza alla mia storia personale; sento il tifo sempre carico e la festa per i risultati. Tutto questo è bellissimo, mi ricorda il valore di casa, dei luoghi in cui cresco e rappresenta il supporto di cui ogni atleta avrebbe bisogno perché l’esito una gara è anche il frutto della positività di cui si è circondati. Ringrazio tutti per la forza che mi date… ”.

    E allora, sul senso di comunità e di appartenenza ci lasciamo: la nostra chiacchierata ha toccato le corde del cuore, di chi parla e di chi legge: le conclusioni sono presto fatte. Dietro il bel risultato professionale o sportivo di un giovane c’è senza dubbio la famiglia ma ì si può essere in tanti; dietro ai loro dolori anche. E allora grazie ad Antonella ci apriamo a considerare il valore di salvezza che in un piccolo e medio contesto ognuno può portare.

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