Home Arte e Cultura Nuove scoperte al Santo Sepolcro. Se ne parla ad Alife nell’evento della...

Nuove scoperte al Santo Sepolcro. Se ne parla ad Alife nell’evento della Biblioteca diocesana San Tommaso d’Aquino

Ritornano "I venerdì della Biblioteca"; ospite d'eccezione la prof.ssa Francesca Romana Stasolla dell'Università La Sapienza, direttore degli scavi che a Gerusalemme hanno portato in luce nuove stratificazioni intorno alla toma di Cristo

1435
0
la prof.ssa Stasolla al Santo Sepolcro con i rappresentati delle Chiese che hanno la custodia della tomba di Cristo

Gli ultimi scavi archeologici del Santo Sepolcro: storia, studio e fede riproposti alla luce di studi che portano la data dei nostri giorni e la firma italiana dell’Università La Sapienza di Roma tramite il Dipartimento di Scienze dell’Antichità che dal maggio 2022 segue a Gerusalemme i lavori, e in remoto li supporta da Roma. Protagonista delle recenti scoperte e guida del progetto è la professoressa Francesca Romana Stasolla che ne parlerà personalmente nell’evento a cura della Biblioteca San Tommaso d’Aquino della Diocesi di Alife-Caiazzo venerdì 8 settembre alle 18.30 nella Cripta della Cattedrale di Alife.

Umbilicus mundi: nuova luce dagli scavi al Santo Sepolcro è il titolo di questo nuovo appuntamento de “I venerdì della Biblioteca” per la sezione “In dialogo” che vedrà infatti il confronto tra la prof.ssa Stasolla, il prof. Carmine Mastroianni, archeologo e il prof. don Emilio Salvatore, biblista con interventi che incrociano competenze e passioni, cronaca e prospettive e rafforzano quel filo rosso che unisce la storia dei credenti da secoli e la scienza da sempre attenta ai luoghi della storia (scarica la locandina dell’evento).

Le scoperte. I recenti scavi al Santo Sepolcro (svolti contemporaneamente al restauro del pavimento della basilica a cura della Fondazione Centro Conservazione e Restauro per i Beni Culturali La Venaria Reale di Torino) riportano in luce le stratificazioni e i segni che l’uomo ha dato nel tempo al luogo in cui secondo la tradizione venne deposto il corpo di Cristo dopo la crocifissione e la morte. I lavori si sono concentrati in alcune aree della rotonda, lo spazio del interno al Santuario che a sua volta ospita l’edicola con la pietra tombale: in essa gli archeologi hanno portato in luce gran parte degli strati romani (di cui si conosceva l’esistenza) risalenti all’imperatore Adriano (117-138) che fece erigere una struttura templare sul luogo. Ma per fede, il corso della storia prende strade nuove e diverse e riporta in superficie una radice profonda: nei primi decenni del IV secolo le strutture romane furono distrutte per monumentalizzare la toma venerata e identificata con quella di Cristo. È proprio questa nuova messa sotto dell’attuale edicola ottocentesca che ha concentrato l’attenzione degli studiosi: “si tratta di un pavimento di forma circolare in marmi di riutilizzo, lavorati con cura, la cui circonferenza abbraccia l’intera area nella quale insiste la tomba: la pianta circolare coincide con quanto noto dalle più antiche rappresentazioni dell’edicola” (comunicato Università La Sapienza). A questi si aggiungono ulteriori stratificazioni con pietre diverse.

Storia e fede procedono di pari passo; edifici e devozioni esprimono nel corso della storia quel sentimento di rispetto e di bisogno che unisce gli uomini alla proposta del Vangelo e al mistero della Risurrezione con l’intento di non lasciare sola la tomba, ma farne luogo caro (perciò conteso), curato, e ancora oggi luogo di continua “ricerca”.

Foto www.custodia.org

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.