Home Chiesa e Diocesi Don Alfonso De Balsi saluta la comunità di Alife

Don Alfonso De Balsi saluta la comunità di Alife

Il sacerdote, originario di Sant'Angelo d'Alife, a 91 anni e dopo 66 anni di sacerdozio vissuto con instancabile operosità, termina il suo diretto impegno pastorale come rettore di Santa Caterina in Alife

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Un saluto cadenzato dalla Parola di Dio: la Sacra Scrittura di domenica 24 settembre ha indicato la strada su cui muovere i passi futuri e con quale spirito vivere il nuovo tempo del riposo per l’anziano sacerdote don Alfonso che a 91 anni lascia la comunità di fedeli che ogni domenica partecipa alla Messa nella chiesa di Santa Caterina d’Alessandria in Alife di cui è stato rettore dal 2008.

“In questa Parola di Dio scopro quello che vuole Lui è non voglio io: ‘i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri’ ci ricorda il Signore. Il suo modo di fare vuole indicarci che noi siamo creature figlie del suo amore e fragili figli di Adamo per cui abbiamo bisogno della sua misericordia”. Il richiamo alla fragilità, esperienza di ogni uomo, e in questa particolare circostanza manifesta con il dolore del distacco, è stata per il sacerdote motivo per ricordare ai presenti quanto il Signore sia invece presente nella vita degli uomini. “Noi facilmente dimentichiamo che ‘il Signore è vicino a chi lo invoca’ soprattutto nei momenti di stanchezza, soprattutto quando bisogna riconoscere i propri limiti di salute e di età e che non siamo fatto per la terra ma per il Cielo”.

Un parlare saggio, che dice a se stesso e agli altri – come ha sempre fatto don Alfonso – la centralità della Parola di Dio, il bisogno di riconoscersi figli di un Padre accogliente.

La Messa di ieri mattina ha riunito amici di vecchia data e nuove generazioni di alifani che hanno conosciuto il sacerdote originario di Sant’Angelo d’Alife: la schola cantorum che anima le liturgie, i collaboratori e fedeli, e il Comitato festeggiamenti di Sant’Anna (la chiesa ne custodisce la statua) guidato da Luca Zarone che insieme al sacerdote ha costruito nel tempo – in occasione dei festeggiamenti di luglio – un intenso momento formativo e aggregativo e che don Alfonso ha calorosamente ringraziato. Visibili negli occhi di tutti l’emozione scaturita dall’affetto, dal sentimento di gratitudine reciproco; palese nelle parole espresse nei confronti del sacerdote la stima maturata nel tempo riconoscendone il dono della presenza tra la gente, nelle case, e soprattutto davanti al Santissimo Sacramento in preghiera, facendosi educatore e guida nel cammino di molti.

Ha parlato di libertà don Alfonso, richiamando la dimensione interiore degli uomini di Dio di cui in questa domenica è protagonista l’apostolo Paolo che si dice pronto a servire Cristo in qualunque modo, tra gli uomini o secondo la sua volontà in Cielo, dunque pronto al distacco… È quella libertà interiore che identifica il vero seguace del Vangelo a cui fa da contrappunto l’immagine dei vignaioli immersi in una dimensione di calcoli puramente mondani su chi fa meglio e fa di più “dimenticando che la misericordia di Dio è per tutti, soprattutto per gli ultimi, per gli scartati, per i bisognosi, per i cuori feriti”. Don Alfonso ha richiamato uno dei temi più cari della sua missione, facendone un ultimo mandato al gruppo di amici riuniti con lui per l’Eucarestia: “essere costruttori di pace nelle comunità e nel mondo, con lo sguardo rivolto ai deboli, alle donne sole e provate dalla vita…”

Nelle sue parole il senso di una vita dedicata ai poveri di ogni tipo: per molti anni Direttore della Caritas diocesana (1980-2012), don Alfonso De Balsi è stato pioniere di iniziative che a partire dai tragici fatti del terremoto nell’Irpinia del 1980 aprivano varchi di speranza e una nuova “visione” di carità intesa non come assistenzialismo ma prossimità nei confronti di bisogni materiali, umani, culturali… Il suo uno spendersi incessantemente per raccontare Cristo attraverso la testimonianza, l’impegno quotidiano per l’altro: lo testimonia la bellissima opera di adozione compiuta da lui e dalla sorella Maria nei confronti di un giovane orfano di madre e padre; lo testimonia la vicinanza a numerose coppie, lavoratori, padri, ammalati ai quali non ha mai smesso di annunciare il Vangelo attraverso i segni delle sue operose mani, delle audaci scelte, dei silenzi che hanno accompagnato molte persone.

“Ci avete insegnato ad avere fiducia nella misericordia divina e questo apre il nostro cuore alla speranza dandoci lo slancio per andare sempre avanti, sereni nel nostro cammino”, sono alcune delle parole rivolte a don Alfonso dalla Corale parrocchiale al termine della celebrazione, che ben interpretano il sentimento collettivo. “Con le parole che ogni domenica dal pulpito rivolgevate a noi fedeli ci avete aiutato a contemplare il volto misericordioso di Cristo e quello materno della Chiesa che in suo nome perdona le colpe, sostiene nelle debolezze, e cura le ferite. La vostra guida spirituale ha seminato solo bene…”.

Dopo la benedizione sul sagrato della Chiesa, un breve momento di convivialità organizzato dal Comitato festeggiamenti di Sant’Anna, per condividere ancora una volta il dono dell’amicizia “con un sacerdote che con entusiasmo ci parla di Gesù Cristo”, il commento dei presenti.

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