Home Attualità Rigenerare la Campania in veste green. La raccolta firme anche nel Matese

Rigenerare la Campania in veste green. La raccolta firme anche nel Matese

Appuntamento domenica 18 febbraio ad Alife in Piazza Santa Caterina per aderire alla campagna "Rigenera Campania". Slow food Matese sostiene il progetto che oggi riunisce in tutta la regione centinaia di associazioni. Attenzioni su suolo, acqua pubblica, comunità energetiche, cooperative agricole, dieta mediterranea

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Fa tappa anche nel Matese la campagna “Rigenera Campania”, la raccolta firme per una legge sull’ambiente che cambi la Campania al tempo dei cambiamenti climatici.

Domenica 18 febbraio, Slow Food Matese, in risposta all’invito di Slow Food Campania che è tra le sigle aderenti al progetto, porta l’iniziativa ad Alife: presso la Vineria Elepha (piazza Santa Caterina), dalle 10.00 alle 13.00 i cittadini maggiorenni potranno conoscere la proposta di legge e dare il proprio sostegno a questa spinta che dal basso chiede una concreta svolta green per tutto il territorio regionale.

Partita già da qualche mese su iniziativa di alcune associazioni costituite in uno specifico Comitato, “Rigenera Campania” è divenuto impegno collettivo e trasversale coinvolgendo ormai oltre 100 associazioni locali e nazionali, di volontariato, culturali e sindacali, volti noti del mondo della cultura e dell’urbanistica, dell’arte e della letteratura, del mondo accademico e politico. “Segno di forte interessamento, da più fronti, al futuro della Campania, alla sua vivibilità e sostenibilità; alle potenzialità note ed inespresse dell’intero territorio”, il commento di Costantino Leuci, rappresentante di Slow Food Matese che domani sarà presente al gazebo delle firme ad Alife.

Ad oggi sono già 2mila le firme raccolte ma per arrivare alla soglia delle 10mila necessarie, gli organizzatori incalzano con la proposta e i banchetti per la raccolta firme in piazze e spazi pubblici di maggior affluenza: così avverrà anche nel Matese dove all’appuntamento di domani ne seguiranno altri a Piedimonte Matese e nei comuni dell’area. A maggio, terminata la Campagna, il Consiglio regionale avrà 90 giorni di tempo per esaminare la proposta e fornire le prime risposte al Comitato promotore e alla cittadinanza.

A cosa punta la nuova legge che si propone alla Regione? Sono diversi i contesti a cui guarda la proposta: popolose aree urbane e paesi di montagna, le città inquinate, le mense scolastiche ed ospedaliere, il lavoro dei campi, la vivibilità in generale… Nello specifico i punti da trasformare in legge e che la Campagna propone ai cittadini risultano i seguenti: fermare il consumo di suolo; risanare il dissesto idrogeologico; combattere per davvero l’inquinamento a partire da quello dell’aria; azzerare per davvero le emissioni climalteranti entro il 2050; per città più verdi, vivibili, inclusive e accoglienti; sostenere e diffondere le comunità energetiche solidali; assicurare per davvero l’acqua bene pubblico e comune; l’energia prodotta dal vento dell’appennino deve rimanere in quota prevalente a quelle comunità locali; utilizzare l’80% delle risorse in agricoltura per promuovere una radicale conversione ecologica della produzione di cibo e non più invece per l’agricoltura intensiva; assegnazione delle terre incolte e non utilizzate a cooperative di giovani e di migranti; cibo biologico nelle mense scolastiche e negli ospedali e didattica della dieta mediterranea combattendo lo spreco alimentare (scarica la locandina).

C’è fermento intorno all’iniziativa, si lavora a più livelli perché i contenuti della legge, la raccolta di firme, l’interessamento e soprattutto la consapevolezza popolare bussino alla porta della Regione Campania come unica e compatta volontà: a quanti sono attualmente impegnati, di ogni contesto sociale ed associativo coinvolti, sta a cuore la tutela e il potenziamento del patrimonio ambientale regionale che è spazio dell’esercizio diritti-doveri del cittadino libero. Anche della Politica.

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