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    Home»Territorio»Riapertura Punti nascita. La Regione torna a muoversi, attesa dal Governo centrale
    Territorio

    Riapertura Punti nascita. La Regione torna a muoversi, attesa dal Governo centrale

    Redazione25 Settembre 2025Nessun commento

    La Giunta regionale della Campania ha ripresentato un’istanza di deroga alla chiusura dei punti nascita dei Presidi ospedalieri di Piedimonte Matese, di Sessa Aurunca, di Sapri e di Polla. In un documento inviato al Comitato Percorso Nascita Nazionale, al Ministero della Salute, al Tavolo Monitoraggio LEA è dettagliata l’esigenza dei territori che afferiscono alle strutture sanitarie indicate che confidano nella possibilità di tornare a contare sui servizi interrotti servizio interrotta a luglio.

    A darne notizia il Presidente del Consiglio regionale Gennaro Oliviero ieri a Piedimonte Matese in occasione della presentazione del progetto di recupero di Palazzo Ducale. Al termine della Conferenza Stampa, Oliviero, incalzato da alcune domande sul tema “punti nascite” ha spiegato il nuovo iter intrapreso dalla Regione e il tentativo di scongiurare il protrarsi di quello che per la popolazione appare come un pesante disservizio.

    Nel documento inoltrato agli organi preposti, si torna a chiedere come in passato, una deroga alla chiusura dei punti nascita stabilita dal Governo Renzi nel 2015 per quei presidi con meno di 500 parti annui; tra le motivazioni che spingono per la riapertura, e che la Regione dettaglia con dovizia di particolari, sono elencate la natura orografica del territorio e la difficoltà di percorrenza verso altri punti nascita della provincia o della regione anche a causa della variabilità di condizioni climatiche e stradali; tra i fattori che la Regione ha indicato come rischi per la mobilità e la sicurezza delle partorienti e dei feti anche la posizione geografica degli Ospedali in questione, confinanti con le regioni Lazio, Molise, Basilicata e Calabria quindi particolarmente distanti dai maggiori centri sanitari pubblici della Regione. Sul caso di Piedimonte Matese il documento chiama in causa una singolare nota positiva: seppur nel 2024 (questo l’anno di riferimento per le statistiche numeriche) i parti siano stati 162, è cresciuta consapevolmente nelle partorienti la scelta dei parti naturali come conseguenza di indicazioni, formazione e accompagnamento da parte del personale medico del reparto di Ginecologia ed Ostetricia: una buona prassi di cui la Regione si compiace dimostrando competenza del personale, il rispetto del naturale corso della gravidanza, e soprattutto abbattimento dei costi sulla spesa pubblica; altro fattore che i tecnici della Regione hanno messo nero su bianco relativamente al caso matesino riguarda la rinuncia da parte delle partorienti a muoversi con mezzi del 118 per raggiungere i punti nascita designati, scegliendo percorrenze autonome più prolungate e meno sicure. Il report entra nei dettagli anche sui presidi di Polla (366 parti), Sapri (191) e Sessa Aurunca (175) in particolare sulle competenze del personale, sulla formazione costante e aggiornata, sui percorsi assistenziali garantiti anche a livello domiciliare alle partorienti e nel caso di Polla all’incremento dei numeri (nel 2022, si è registrato un un incremento dell’indice di attrazione verso il PN di oltre il 70% e ridotti del 50% i parti cesarei a vantaggio di quelli naturali senza alcun rischio o malattie per partorienti e nascituri). Si attende la risposta dai vertici del Governo centrale; l’alternativa sarà ugualmente nelle mani della Regione Campania intenzionata a restituire ai territori i punti nascita; nel territorio matesino sospesa la volontà di un’azione legale a firma dell’Amministrazione Comunale contro la Regione Campania accusata di irregolarità procedurali nel decidere la chiusura del Punto nascita a Piedimonte Matese (vai all’articolo del 2 agosto 2025).

     I nodi da sciogliere: deroga e servizi privati. Le attese dal basso 
    Ancora una deroga, la scelta che non piace a personale medico e ai Comitati civici che fin da subito hanno protestato per la chiusura dei punti nascita. La temporanea sospensione delle disposizioni di Governo che porta il sapore della provvisorietà e non parla al futuro porterà una boccata di ossigeno, ripristinerà i servizi, ma rischia di disegnare una programmazione solo a medio termine. Da chiarire, come richiesto dal basso e resta in sospeso, il rapporto tra pubblico e privato sancito dalle convenzioni a ben 137 enti privati accreditati presso l’ASL Caserta di cui 5 riservati ai punti nascita che continuano a sottrarre numeri la settore pubblico che con affanno e competenza non smettono di garantire servizi all’utenza.

    Leggi anche qui

    Punto Nascita a Piedimonte Matese, “sussistono le condizioni tecniche per riaprire”, il sindaco Civitillo rassicura

     

    Ospedale piedimonte matese punti nascita sessa aurunca

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