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    Home»Arte e Cultura»Cinema»Springsteen e Nobody Wants This 2: i titoli della settimana tra grande e piccolo schermo
    Cinema occhio allo schermo

    Springsteen e Nobody Wants This 2: i titoli della settimana tra grande e piccolo schermo

    Noemi Riccitelli26 Ottobre 2025Nessun commento

    Noemi Riccitelli – Ottobre si conclude con una ricca sequenza di visioni, le ultime uscite tra grande e piccolo schermo e le nuove ispirazioni e suggestioni provenienti dalla Festa del Cinema di Roma, con la cerimonia di premiazione tenutasi ieri, sabato 25 ottobre, nella Sala Petrassi dell’Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone.

    È Left-Handed Girl (La mia famiglia a Taipei), opera prima di Shih-Ching Tsou, il Miglior film dell’edizione 2025 della Festa.
    Il titolo sarà disponibile su Netflix dal 28 novembre e rappresenterà Taiwan ai prossimi Oscar nella categoria del Miglior film internazionale.
    La giuria, presieduta dall’attrice, sceneggiatrice, autrice e regista Paola Cortellesi e composta dal regista e sceneggiatore finlandese Teemu Nikki, il regista e sceneggiatore britannico William Oldroyd, lo scrittore e illustratore statunitense Brian Selznick e l’attrice franco-finlandese Nadia Tereszkiewicz, ha premiato orizzonti internazionali e innovativi, assegnando anche altri riconoscimenti: il Gran premio della giuria a Nino di Pauline Loquès, la Miglior regia a Wang Tong per Chang ye jiang jin (Wild Nights, Tamed Beasts) e la Miglior sceneggiatura a Alireza Khatami per The Things You Kill.

    Una sequenza del film Left Handed Girl, Netflix

    Per quanto riguarda le interpretazioni, a Jasmine Trinca va il premio “Monica Vitti” per Gli occhi degli altri di Andrea De Sica e a Anson Boon il premio “Vittorio Gassman” per Good Boy di Jan Komasa.
    Riconoscimento anche a 40 secondi di Vincenzo Alfieri.
    Il film riceve il premio speciale della Giuria per “aver trasformato il dolore di una tragedia realmente accaduta in un’esperienza condivisa ricordando quanto il cinema abbia il potere di illuminare la memorie, toccare le coscienze e unire gli animi”, nella parole di Cortellesi.
    La pellicola, infatti, è il racconto delle ventiquattro ore che hanno preceduto l’omicidio di Willy Monteiro Duarte, il 21enne ucciso nel 2020 a Colleferro dopo essere intervenuto per difendere un amico aggredito da un gruppo di ragazzi.

    Da una poltrona all’altra, e così che passando in sala, al cinema, dal 23 ottobre, è in programmazione Springsteen. Liberami dal nulla (Springsteen: Deliver Me from Nowhere), scritto, diretto e prodotto da Scott Cooper.
    Il film è tratto dall’omonimo libro del musicista e scrittore Warren Zanes, e non è il classico biopic, perché si sofferma su una fase particolare della vita e della carriera del celebre e amato cantautore americano Bruce Springsteen.

    Jeremy Allen White è Bruce Springsteen, foto di Macall Polay

    È il 1982 e Springsteen (Jeremy Allen White), all’apice del successo, dopo un tour lungo e coinvolgente, decide di fermarsi, allontanandosi dal caos, spostandosi in un luogo dove possa ritrovare sé stesso e la sua ispirazione.
    Qui, inizia l’elaborazione del suo nuovo album acustico Nebraska: una gestazione che lo porta a riflettere sulla vita e i momenti delicati del suo passato, come il rapporto non semplice con il padre.

    “Scrivere canzoni è una cosa curiosa, si tratta di cercare qualcosa che darà un minimo di senso alla propria vita”: le parole del protagonista tracciano la linea di progressione di una pellicola a suo modo delicata e intensa insieme, soffermandosi su quella intimità che, spesso, si ignora quando si è al cospetto di una personalità così carismatica, presi soltanto dalla patinata superficie che viene offerta, la quale nasconde e confonde.

    Jeremy Allen White, volto noto della serie di successo The Bear, è l’interprete giusto per indossare le vesti del simbolo del rock americano: la sua performance è brillante e sentita.
    Con lui, spicca anche Jeremy Strong, che interpreta il produttore discografico Jon Landau.

    E se l’ora solare impigrisce, c’è Netflix che propone la seconda stagione dell’amata serie Nobody Wants This.
    A circa un anno dall’uscita dei primi episodi (qui la recensione), la serie creata da Erin Foster con Kristen Bell e Adam Brody, (i quali interpretano un rabbino devoto e una presentatrice agnostica che si amano e cercano di trovare un punto di incontro nelle loro vite), che già aveva coinvolto e colpito il pubblico della piattaforma, conferma il piglio originale della sua ispirazione, con nuove 10 puntate.

    Adam Brody e Kristen Bell in Nobody Wants This, Netflix

    Joanne (Kristen Bell) e Noah (Adam Brody), proseguono la loro relazione, che continua ad essere messa in dubbio dai familiari di lui: Noah è alle prese con il suo nuovo incarico da rabbino per una sinagoga anticonvenzionale, mentre Joanne continua a porsi domande sulla strada che potrebbe portarla alla conversione all’ebraismo. Nel mentre, nuovi scenari e improvvisi cambiamenti si insinuano nelle loro rispettive famiglie, alterando l’equilibrio della coppia.

    Humor, attori convincenti e spiritosi, minutaggio a prova di noia: Nobody Wants This rappresenta il formato seriale perfetto, la formula vincente della piattaforma che riesce, tuttavia, anche a veicolare contenuti di qualità, soffermandosi sul tema delle relazioni in età adulta in una realtà contemporanea che contempla distanza di vedute su diversi aspetti, come nel caso del credo personale.

    È l’amore, la necessità di comprendersi e stare insieme che, tuttavia, guida i protagonisti, permettendo loro di affrontare con maturità e consapevolezza anche le scelte più difficili.
    La serie va così a dare senso al genere della commedia romantica, da un po’ scomparsa sullo schermo, con un tocco di vivacità che permette di seguirla con piacere.

    Il cast è il sale dell’intreccio: volti che provengono dalla lunga e solida scuola delle serie TV dei primi anni 2000 che hanno assicurato loro il successo e, soprattutto, l’incondizionato affetto degli spettatori.
    A tal proposito, in questa seconda stagione, spicca la figura di Leighton Meester, attrice nota per il suo ruolo nella serie Gossip Girl, nonché compagna di vita del protagonista di Nobody Wants This, Adam Brody: l’annuncio della sua partecipazione, infatti, durante le riprese, ha animato i fan, aumentando l’hype intorno la produzione stessa.

    Una terza stagione? Netflix non ha ancora dato conferme, ma sembra che gli sceneggiatori siano già al lavoro, pronti per l’eventuale rinnovo.

    Leighton Meester in una sequenza della serie, Netflix
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