Il ricordo del suo valore per qualche minuto ha superato il dolore; nel momento in cui si è trattato di fare memoria del sindaco Peppe Gaetano e tutto quello che ha saputo donare con i suoi modi trasparenti e gentili, ha prevalso un collettivo sentimento di pace. Il piazzale antistante la chiesa dei Santi Pietro e Paolo ha accolto un mare di folla radunatasi a gioia Sannitica per i funerali del Sindaco, scomparso prematuramente il 12 novembre, dopo un periodo di malattia: i familiari, il Consiglio comunale di Gioia Sannitica e i dipendenti del Comune, i sindaci giunti da numerosi paesi della provincia di Caserta e dal vicino beneventano, le autorità militari e il colleghi della Polizia di Stato, i cittadini e gli amici.
A presiedere il rito delle esequie Mons. Giuseppe Mazzafaro, vescovo di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti che con le sue parole, durante l’omelia, commentando la Sacra Scrittura, ha guidato i presenti ad accogliere il dolore e a viverlo con una certezza anche se “ci lascia increduli, ci fa provare l’ingiustizia e la forza del male che spegne la vita di un uomo nella pienezza della sua vita e con tanti programmi per il futuro”. Citando Papa Francesco, il Vescovo ha sottolineato come nel dolore le risposte tardino ad arrivare. “In questi momenti – ha spiegato – la ragione non è capace di fare luce. C’è bisogno delle ragioni del cuore, le uniche in grado di farci comprendere il mistero che circonda la nostra solitudine”.
La risposta, nella fede, viene dal significato più autentico della Risurrezione: il momento che conferma come tra gli uomini non possa esserci più separazione ma unione in Dio: “Il Signore risorto non perde nessuno di quelli che il Padre gli ha dato, come Peppino che ora affidiamo alle mani del Suo amore infinito. Perché questo è il senso del nostro saluto cristiano, questo è quello in cui Peppino ha sempre creduto: nessuno si perde. La volontà di Dio è quella di tenerci tutti con Lui”. E richiamando il valore dell’Eucaristia celebrata nella triste occasione, come pure la fede di Giuseppe Gaetano, Mons. Mazzafaro ha parlato di futuro e di speranza anche davanti alla morte, perché il Signore vuole che la morte, ingiusta, faticosa, dolorosa, non sia la fine, ma una via per rinascere.
Si rinasce da dove? È la domanda che resta. Ma ancora una volta le parole del Pastore pongono una luce nel buio di ciascuno mostrando di Peppino ogni valore, da quello delle relazioni familiari alle amicizie, dal lavoro come servitore dello Stato fino al legame con la comunità di Gioia dove ha espresso e concretizzato la più alta forma di carità: la politica vissuta in prima linea, senza sottrarsi. E il suo stare nelle situazioni – quelle ordinarie o più complesse – lo ha reso un modello anche nella malattia, affrontata con dolore ma anche con fede, “in grazia di Dio”, ha sottolineato Mons. Mazzafaro. Alle sue parole il Pastore ha aggiunto il saluto e il cordoglio del Card. Mimmo Battaglia, già vescovo della diocesi sannita, unito nella preghiera per questo fratello e per la locale comunità.
Al cordoglio collettivo si è aggiunto nelle ore precedenti le esequie quello del vescovo Giacomo Cirulli, pastore di Alife-Caiazzo, nel cui territorio ricadono le frazioni di Calvisi e di Carattano del comune di Gioia Sannitica.
Al termine la parola al Vicesindaco, agli amici, ai più piccoli della comunità gioiese, alla famiglia: il comune sentimento è stata la gratitudine per aver dimostrato che l’amore disinteressato e la cura per l’umanità è un’esperienza possibile. Il sindaco Peppe lascia a ciascuno un pezzo di morale eredità.














