2026, anche l’anno liturgico è nuovo. E la novità che il vescovo Giacomo Cirulli ha voluto celebrare ieri, domenica 11 gennaio, si cela nella vita nascente, nell’umanità che Dio non smette di amare, in quei bambini che sono stati battezzati da poco e per i quali le famiglie hanno scelto la vita cristiana. La novità è un cammino che ricomincia e porta in sè i segni della speranza.
Nella chiesa dei Santi Cosma e Damiano a Vairano Scalo, il Vescovo ha presieduto la Santa Messa nella festa del Battesimo di Gesù, l’evento che dopo il Natale e l’Epifania torna a rivelare all’umanità la vicinanza di Dio agli uomini attraverso una sequenza di avvenimenti e luoghi: prima una stalla e i pastori; poi una casa e i magi; adesso l’umanità in fila per farsi battezzare e in mezzo a loro ancora il suo Figlio inviato nella Storia per offrire agli uomini strade di pienezza e di salvezza.
All’inizio della Messa, al fonte battesimale, il Vescovo ha benedetto l’acqua con cui ha asperso i presenti nel ricordo del Battesimo ricevuto che apre la strada di ogni credente alla sequela di Cristo. Un ricordo che non solo rievoca un avvenimento ma rinnova l’impegno ad essere “nuove creature” ogni giorno. Presenti alcune coppie di genitori e i loro bambini, la cui voce libera e spontanea si è fatta presente all’assemblea dei fedeli: “Carissimi, in voi vedo le mamme e i papà delle Diocesi di Teano-Calvi, di Alife-Caiazzo e di Sessa Aurunca che vivono la gioia di un figlio. Ma a tutti chiedo la disponibilità ad accogliere questo dono che viene da Dio”, l’appello del Pastore richiamando il dato anagrafico che in Italia vede in netto calo il numero delle nascite.
Più volte da parte del Pastore l’invito a celebrare il dono della vita “in cui Dio continuamente si manifesta, ieri come oggi; perché non c’è nessun essere umano che non sia amato, accolto e protetto da Dio”. Un pensiero a cui ha unito la preghiera conclusiva per i tanti bambini che prematuramente hanno lasciato la vita terrena a causa della morte per guerra o fame, unendosi al pensiero espresso da Papa Leone all’Angelus nella mattinata da Piazza San Pietro. Dopo aver invitato le coppie e i loro bambini intorno all’altare Mons. Cirulli ha infatti pregato per “queste difficili e drammatiche storie” ma anche per i presenti “affinché il Signore sostenga il vostro cammino educativo di genitori e in esso siate riflesso dell’amore di Dio per queste creature”.
Accanto a Mons. Cirulli i sacerdoti delle Diocesi di Teano-Calvi, di Alife-Caiazzo e di Sessa Aurunca incaricati della Pastorale familiare, e il vicario episcopale di settore don Roberto Palazzo.
Prima di congedarsi, per il vescovo uno scambio di saluti alle famiglie, carezze ai più piccoli, il saluto ai fedeli presenti alla Celebrazione. I credenti dell’alto casertano guidati dal Pastore Giacomo Cirulli si avviano a vivere il tempo ordinario, quella lunga esperienza di incontro con la vita, i miracoli, le parabole di Gesù che insegnano e propongono l’unica strada possibile a costruire un mondo di pace e di giustizia attraverso la gratuità dell’amore e del perdono. Nel mezzo di questo cammino avverrà l’incontro più atteso e più impegnativo, quello con il mistero della morte e risurrezione del Figlio di Dio in cui l’amore celebra il suo momento più alto: l’offerta totale che Cristo fa di se stesso, e la sua Risurrezione. Ancora una volta agli uomini sarà mostrata la libertà dell’amore. E sarà la spinta a proseguire il cammino nella vita.


















