
La festa di Santo Stefano Minicillo in quattro passi: la mattinata dedicata alla devozione popolare, il pomeriggio alla processione cittadina; il momento pubblico in cui è stato svelato il bassorilievo raffigurante il patrono; in ultimo la solenne Celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo Giacomo Cirulli.
Siamo a Caiazzo, il 29 ottobre, data che ricorda la morte del santo che fu vescovo della città e della Chiesa locale dal 979 al 1023; ormai mille anni dalla sua presenza amorevole per la comunità, ma vivi il sentimento e la devozione dei caiatini per il Pastore attento agli ultimi, alle anime, assiduo nella preghiera, dunque un testimone del Vangelo: tutto ciò che cercano i credenti.
La mattinata si è aperta con la celebrazione di una prima messa nella basilica Concattedrale in onore del Santo Patrono; poi un’altra celebrazione eucaristica ancor più affollata di caiatini e residenti nei comuni limitrofi. Pur trattandosi di un giorno feriale legato strettamente ad impegni lavorativi non sono mancati né la partecipazione né i segni della devozione da parte di quanti hanno sostato in preghiera davanti al busto del santo e alle sue reliquie.
Alle 18.30 dalla chiesa principale della città è partita la processione guidata dal vescovo Giacomo Cirulli; dentro e fuori il centro storico, nei vicoli stretti di uno dei più suggestivi centri dell’alto casertano, il corteo dei fedeli ha accompagnato il patrono tra le case e le strade, seguendone la statua e idealmente seguendone il cammino. Presente il sindaco Stefano Giaquinto e le autorità militari locali.
Rientrato il corteo, sul sagrato della Concattedrale è stato svelato il bassorilievo in bronzo raffigurante Santo Stefano Minicillo nell’atto di sorreggere e proteggere la città, opera dello scultore don Battista Marello di Caserta, realizzata nel 2024 al termine del Millenario in onore del Santo. Adesso, apposta alla parete dell’antico palazzo vescovile, Santo Stefano guarda verso la piazza sottostante e chiunque alza lo sguardo ne incrocia il rassicurante volto paterno, pacato, sereno. Il vescovo Giacomo Cirulli ha pregato con i presenti e benedetto l’installazione artistica.


“Il progetto di Dio è la salvezza di tutti i popoli, e la Scrittura in cui noi crediamo ce lo rivela ogni giorno”. Le parole del vescovo durante la Messa, momento concluso e il più solenne dell’intera giornata.
“È nella Scrittura la fonte di ogni sapienza”, ha spiegato il Pastore. “In essa, solo in essa, ritroviamo il fondamento delle nostre scelte cristiane così come fu per il vescovo Stefano che abbiamo ricordato come ‘padre dei poveri, amico degli orfani, e sollievo delle vedove’, vendicatore delle categorie degli ultimi, come Dio stesso è stato ed è sempre per le sue creature”. L’invito del Pastore a corrispondere nella vita di tutti i giorni al disegno di Dio e alla testimonianza dei suoi santi.
Partecipazione di giovani, di adulti e di famiglie; l’animazione liturgica affidata al canto della Schola cantorum della Concattedrale con il supporto di cantori del vicino comune di Piana di Monte Verna, e alla voce della Corale gregoriana “Laudate Dominum”.
Prima delle benedizione conclusiva, il saluto di don Antonio Di Lorenzo che nei giorni precedenti la data del 29 ha vissuto con la comunità locale il novenario e i preparativi per la festa: il grazie al Vescovo e ai sacerdoti presenti, a quanti hanno collaborato alla riuscita dell’evento in onore di Santo Stefano. Assumendo la vita del santo vescovo come modello, il sacerdote si è rivolto ai presenti augurando e chiedendo alcuni impegni, uno stile di vita rinnovato: “La parrocchia non è il luogo in cui affermare se stessi o far prevalere le proprie ragioni, ma una famiglia nella quale impariamo, ogni giorno, a rispettarci, a comprenderci e a camminare insieme. La vera carità non consiste nel manifestare sempre consenso, ma nell’aiutarsi reciprocamente a camminare nella verità. La vera pace nasce quando tutti impariamo a rispettare gli altri e le responsabilità che ciascuno è chiamato ad assumere”. (scarica il testo integrale).
Quella di Santo Stefano non è una festa di imponenti festeggiamenti civili, nessuna distrazione che possa distogliere il cuore e lo sguardo dal messaggio importante che i santi patroni tornano a proporre, così come ha ricordato don Antonio Di Lorenzo, così come il Vescovo in chiusura: “Il Vangelo è la sola verità, il nostro punto di riferimento, la bussola che orienta le scelte”.
Scopri da vicino l’opera in bronzo di don Battista Marello.
Su Clarus l’articolo del 31 ottobre 2024.







