
La corsa del Vangelo in ogni angolo del mondo chiede l’unità tra i cristiani; chiede a uomini e donne di partire per terre lontane a nome della Chiesa e ad ogni battezzato chiede di supportare con la preghiera e ogni aiuto concreto la loro coraggiosa missione.
Con questo spirito, che apre il cuore al sostegno delle opere missionarie della Chiesa Cattolica, stasera venerdì 30 ottobre, le Diocesi di Teano-Calvi, di Alife-Caiazzo e di Sessa Aurunca si riuniranno nella Cattedrale di Alife insieme al vescovo Giacomo Cirulli per la Veglia missionaria.
Appuntamento alle 19.30 per tutti i fedeli a partire da quelli della comunità locale; ci saranno poi sacerdoti, diaconi, religiosi e religiose e tra essi alcuni provenienti da terre di missione dove hanno conosciuto Cristo ed oggi lo annunciano qui, in Europa, nell’Italia che conta sempre meno vocazioni alla vita religiosa; ci saranno tutti coloro che si sentono Chiesa senza muri e senza confini.
“Uno in Cristo, uniti nella missione” è infatti il tema che accompagna l’Ottobre missionario 2026, il mese che la Chiesa dedica in modo particolare alle Missioni attraverso iniziative che rafforzino il legame con le opere missionarie presenti in ogni angolo del Pianeta.
Preghiere, testimonianze di chi porta il Vangelo ai confini del mondo; testimonianze di uomini e donne lontani che hanno incontrato annunciatori del Vangelo che ogni giorno donano loro, cibo, istruzione, formazione; iniziative di beneficenza e raccolta fondi per sostenere progetti che la Chiesa realizza in terra di missione; la colletta che nella Giornata Missionaria Mondiale (il 18 ottobre) ha coinvolto tutti i fedeli che hanno partecipato alla Messa: sono alcune iniziative che le Diocesi italiane hanno proposto in questo mese in nome dell’unità e di segni concreti.
Papa Leone: nell’unità la vera fecondità missionaria
Le parole di Papa Leone nel Messaggio per la recente Giornata Missionaria Mondiale a questo richiamano: l’unità in Cristo e l’unità tra i credenti, fondamento dell’essere Chiesa e mandato affidato da Gesù ai discepoli prima di consegnarsi alla Croce: “L’essere cristiani non è anzitutto un insieme di pratiche o idee: è una vita in unione con Cristo, nella quale siamo resi partecipi della relazione filiale che Egli vive con il Padre nello Spirito Santo”, scrive il Pontefice. “Significa dimorare in Cristo come i tralci nella vite (cfr Gv 15,4), immersi nella vita trinitaria. Da questa unione scaturisce la comunione reciproca tra i credenti e nasce ogni fecondità missionaria. Sì, «la comunione è insieme sorgente e frutto della missione», come insegnò San Giovanni Paolo II (Esort. ap. Christifideles laici, 32). Per questo la prima responsabilità missionaria della Chiesa è rinnovare e mantenere viva l’unità spirituale e fraterna fra i suoi membri”.
In Cattedrale, dall’ascolto alla missione: un “mandato” per tutti
La veglia di questa sera in Cattedrale è strutturata in diversi momenti: dal primo riservato al personale confronto con se stessi, se e quante volte i credenti feriscono la comunione, tacciono le ingiustizie, chiudono il cuore, rinunciano alla testimonianza; seguirà l’ascolto della Parola di Dio che predispone i cuori alla fraternità e alla comunione, quindi l’ascolto della testimonianza di un religioso comboniano la cui storia si intreccia con quella di popoli poveri provati dalla guerra; le parole del vescovo Mons. Giacomo Cirulli guideranno i presenti a riflettere – alla luce del Vangelo – sull’impegno dei battezzati in un contesto globale segnato da contraddizioni, false ideologie, guerre che distolgono troppo spesso lo sguardo dall’essenziale, dall’unica verità incarnata da Cristo. Tra i momenti più suggestivi della serata, l’accoglienza dei nuovi religiosi presenti nelle tre Diocesi dell’alto casertano provenienti da diversi continenti, da terre evangelizzate e ora generose di vocazioni.
Partecipare alla veglia missionaria di questa sera è accogliere un mandato, è partecipare da credenti protagonisti e non da spettatori, da battezzati che fanno dell’unità la condizione di ogni piccola o grande missione e dell’amore la vera sostanza come ha ricordato Leone XIV nel suo messaggio.
