Un fanciullo travolto dal crollo di una casa; la morte sotto le macerie; l’invocazione del Santo di Assisi; e nella notte il ritorno alla vita.
Il miracolo di Suessa attribuito a San Francesco (dopo la morte), narrato nelle fonti medievali di Tommaso da Celano e da Bonaventura da Bagnoregio, affrescato sulle pareti della Basilica inferiore di Assisi diventa motivo di un incontro di studi dal titolo “Il miracolo di Sessa di Francesco d’Assisi: tra agiografia e storia”.
Sessa Aurunca, alla vigilia della Festa di San Francesco e nell’VIII centenario della sua morte approfondisce il legame con il Poverello di Assisi scaturito da quel miracolo, in un evento che unisce memoria, studio, ricerca, devozione venerdì 2 ottobre alle 17.00 nella chiesa di San Carlo Borromeo su iniziativa della Confraternita e Monte San Carlo Borromeo.
Due gli interventi in programma moderati dal priore della Confraternita Gianluca Sasso.
Si parte con “La stratificazione agiografica del miracolo di Sessa di Francesco d’Assisi: analisi ed esegesi delle fonti”, a cura di Filippo Sedda, Direttore delle Biblioteche delle Federazioni delle Clarisse, responsabile della Biblioteca Provinciale di San Francesco a Ripa e Segretario del Centro Studi S. Rosa da Viterbo ETS.
Seguirà “Povertà e memoria. Il miracolo di Sessa e la ‘teologia del possesso’ francescana”, a cura di Lorenzo Esposito, Dottorando in Historical Studies presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II.
Nei contenuti proposti la completezza di una relazione secolare
Nel primo caso l’intervento si propone di indagare l’evoluzione testuale e la stratificazione agiografica legata al miracolo. Attraverso un’attenta analisi delle fonti, lo studio ricostruisce il percorso di trasmissione del racconto — dalla sua prima attestazione nei testi fondativi fino alle redazioni successive (tra cui la Legenda Maior di Bonaventura da Bagnoregio). L’indagine mette in luce come la narrazione dell’evento miracoloso non si configuri come un blocco monolitico, ma subisca variazioni stilistiche, strutturali e teologiche in base alle esigenze politico-istituzionali dell’Ordine dei Frati Minori e ai differenti contesti di ricezione.
Vengono evidenziate le differente di lessico e di motivazioni che emergono dal confronto incrociato dei codici e delle edizioni critiche, isolando gli elementi di continuità da quelli di innovazione agiografica. L’analisi delle fonti restituisce così la complessità del dialogo tra le direttive ufficiali dell’Ordine e il radicamento locale del miracolo, offrendo un contributo alla comprensione di come la santità venisse descritta e percepita nel XIII secolo.
Il secondo intervento propone un inquadramento storico del miracolo seguendone la progressiva definizione nella tradizione agiografica del XIII secolo. Attestato inizialmente in forma sintetica nella Legenda ad usum chori, l’episodio assume nelle redazioni attribuite a Tommaso da Celano una configurazione più articolata, comprendente un’offerta votiva di argento, successivamente espunta dalla Legenda maior di Bonaventura.
Tale trasformazione sarà esaminata nel contesto del contemporaneo dibattito mendicante sul rapporto con i beni materiali, con particolare attenzione alla normativa minoritica sulla pecunia e alla riflessione francescana su possesso, uso e disposizione delle res. Il caso di Sessa consente così di interrogare il possibile rapporto tra l’elaborazione di una “teologia del possesso” e la trasmissione della memoria del fondatore, verificando l’ipotesi che la progressiva definizione delle forme legittime di relazione con i beni prescritte ai minori si sia intrecciata anche alla selezione dei contenuti attraverso cui Francesco veniva rappresentato e proposto come modello di povertà.
Per la comunità di Sessa Aurunca sarà l’occasione per riscoprire le proprie radici storiche e spirituali legate alla figura di San Francesco, in un percorso che unisce fede, storia e memoria collettiva alla luce di studi ed approfondimenti che completano il disegno che unisce il Santo di Assisi alla città campana.
