Martedì 10 novembre 2026 alle 17.00, nella Biblioteca comunale di Piedimonte Matese, si terrà la presentazione del volume dello storico Armando Pepe, Magia, superstizione e clero criminale nell’Italia meridionale. Un caso esemplare: Piedimonte d’Alife, 1591, pubblicato dalla casa editrice Lavegliacarlone.
L’incontro rappresenterà un’occasione di approfondimento su una pagina poco conosciuta della storia religiosa e sociale del territorio matesino, riportata alla luce attraverso la ricerca storica e l’analisi delle fonti documentarie.
Ad aprire la manifestazione saranno i saluti istituzionali di Loredana Cerrone, assessore alla Cultura del Comune di Piedimonte Matese, e di Mariateresa Riselli, referente di Borghi della Lettura.
A moderare l’incontro sarà Pasquale Simonelli, presidente dell’Associazione Storica del Medio Volturno, mentre l’intervento di approfondimento sarà affidato a Daniele Santarelli, docente di Storia moderna presso l’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”. Sarà presente l’autore, Armando Pepe, che illustrerà i contenuti del volume e il percorso di ricerca dal quale è nato.
Uno spaccato della società meridionale alla fine del Cinquecento
Il libro prende le mosse da una vicenda ambientata a Piedimonte d’Alife nel 1591, inserendola nel più ampio contesto della storia religiosa dell’Italia meridionale in età moderna.
Magia, superstizione e comportamenti del clero costituiscono le coordinate di un’indagine che consente di osservare da vicino il rapporto tra religiosità popolare, disciplina ecclesiastica e società locale negli anni successivi al Concilio di Trento.
Attraverso un caso circoscritto, la ricerca apre una finestra su un mondo nel quale credenze tradizionali, pratiche religiose e interventi delle autorità ecclesiastiche si intrecciavano profondamente nella vita quotidiana delle comunità.
Il volume si propone così non soltanto come contributo alla conoscenza della storia di Piedimonte d’Alife, ma anche come occasione per riflettere sulle trasformazioni della Chiesa e della società meridionale tra Cinquecento e Seicento.
La valorizzazione della memoria storica locale

La presentazione si inserisce nel percorso di valorizzazione del patrimonio storico e culturale del territorio, attraverso il dialogo tra ricerca accademica, istituzioni e comunità locale. Armando Pepe, storico e docente, ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia moderna presso l’Université Grenoble Alpes, in cotutela con l’Università degli Studi di Salerno. Le sue ricerche si concentrano prevalentemente sulla storia politica, sociale e religiosa dell’Italia meridionale in età moderna e contemporanea. L’appuntamento del 10 novembre offrirà dunque al pubblico l’opportunità di conoscere una vicenda del passato di Piedimonte e, attraverso di essa, alcuni aspetti meno noti della storia religiosa del Mezzogiorno.
