“Basta nuovi impianti, il nostro territorio ha già dato”.
È il messaggio lanciato dal presidente della Provincia di Caserta, Anacleto Colombiano, con l’adozione del Piano provinciale per l’individuazione delle aree idonee e non idonee alla localizzazione degli impianti di recupero e smaltimento dei rifiuti. Il provvedimento monocratico presidenziale n. 244, firmato il 3 novembre, segna un passaggio importante nella pianificazione ambientale del territorio casertano.
L’obiettivo è evitare che le zone già gravate dalla presenza di impianti di trattamento dei rifiuti debbano sopportare ulteriori insediamenti. Per individuare le aree, il Piano ha considerato gli impianti esistenti, i quantitativi autorizzati, i vincoli ambientali e paesaggistici, le aree protette, le zone agricole, gli insediamenti abitativi e l’indice di pressione ambientale dei singoli Comuni.
La cartografia allegata al provvedimento restituisce una distribuzione articolata delle criticità. Le campiture grigie individuano le aree non idonee, mentre le zone bianche sono indicate come potenzialmente idonee. Una parte consistente del territorio, soprattutto nella fascia centro-meridionale e in diversi settori della provincia, è inoltre contrassegnata da una trama orizzontale che segnala un indice di pressione ambientale superiore alla soglia di 57.900.
Particolarmente significative le campiture rosse, che individuano Comuni considerati saturi e, dunque, aree non idonee secondo il parametro V16, relativo al rapporto tra quantitativi di rifiuti trattati e superficie territoriale. Le campiture blu segnalano invece situazioni critiche rispetto al quantitativo annuo pro capite. Queste ultime evidenziano una pressione da considerare nella valutazione della sostenibilità di eventuali nuovi insediamenti.
Il Piano, elaborato dall’Ufficio provinciale con il supporto scientifico dell’Università Vanvitelli, dovrà ora affrontare la Valutazione ambientale strategica (VAS) prima di approdare in Consiglio provinciale per l’approvazione definitiva. Nei prossimi giorni è previsto anche un incontro con amministrazioni locali, enti, associazioni e comitati.
Quali Comuni sono interessati dalle diverse classificazioni e quali conseguenze concrete comporteranno questi criteri per il territorio? Sono alcuni degli interrogativi sui quali sarà necessario fare chiarezza. Clarus tornerà sull’argomento con un approfondimento, a partire dai chiarimenti e dalle ulteriori informazioni che la Provincia renderà disponibili.
