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Maltrattamenti in famiglia, arrestato Massimo Cassella

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Intervengono i carabinieri. L’uomo è stato trasferito al carcere di Santa Maria Capua vetere.

A seguito di una attività investigativa condotta dai Carabinieri della Stazione di Alife e coordinata dalla Compagnia di Piedimonte Matese, è finito in manette Massimo Cassella, 37enne del luogo, poiché resosi responsabile di una serie di atti di violenza e soprusi all’interno delle mura domestiche, nei confronti della moglie 26enne, e alla presenza della figlia di 8 anni, che dalla vicenda ha subito una grave sofferenza psichica. In una circostanza la giovane moglie è stata aggredita per futili motivi dal 37enne, che stringendogli le mani al collo gli provocò un trauma e varie contusioni per le quali la donna è dovuta ricorrere alle cure del pronto soccorso dell’Ospedale di Piedimonte Matese.

Inoltre i militari hanno accertato che alla donna veniva vietato di uscire di casa e alle aggressioni e minacce di morte, seguiva quasi sempre il danneggiamento delle suppellettili all’interno dell’abitazione contro le quali il Cassella si scagliava per sfogare la sua ira. Così si è arrivati, grazie alle provvidenziali attività di indagine svolte dai Carabinieri, a mettere la parola fine ad un’altra terrificante vicenda di violenze in famiglia, con l’esecuzione di un ordine di custodia cautelare che  ha portato all’arresto del 37enne, il quale dopo le formalità di rito è stato trasferito presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere. Nel novembre del 2009, Massimo Cassella si rese protagonista di un’altra  triste vicenda, infatti fu arrestato sempre dai Carabinieri di Alife per violenza sessuale. L’episodio, che portò all’arresto dell’uomo, ebbe inizio nei  pressi di Piazza Carmine a Piedimonte Matese, dove con uno stratagemma, fece salire sulla sua auto una ragazza 18enne del posto, una volta giunto nei pressi del fiume Volturno, la violentò e la minacciò di morte dicendogli che dopo averla ammazzata l’avrebbe scaraventata nel fiume.  Ma a suo carico oltre al reato di violenza sessuale risultano anche quelli di detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti, detenzione illegale di un ordigno esplosivo, di un pugnale da caccia e di munizioni varie, che gli valsero il soprannome di “Rambo”, con il quale lo stesso è conosciuto nel paese di residenza. Per le sue pregresse vicende giudiziarie, l’uomo fu sottoposto alla misura della semilibertà. (Fonte: comunicato stampa Compagnia Carabinieri Piedimonte Matese)

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