Home Chiesa e Diocesi Coronavirus. Carità e sostegno psicologico dalla Diocesi di Alife-Caiazzo, ecco come

Coronavirus. Carità e sostegno psicologico dalla Diocesi di Alife-Caiazzo, ecco come

Distribuzione di cibi, ausili sanitari, coordinamento degli aiuti, supporto psicologico. Tutto questo e tante piccole azioni dalla Diocesi e della Parrocchie

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In una visione d’insieme in cui calano lievemente i contagi ma si continua a morire, la tensione sociale sale per l’andamento vacillante dell’economia nazionale ed europea, il dibattito politico è su chi avrebbe avuto oppure ha le soluzioni migliori in termini sanitari, economici e non solo, l’Italia si ferma a pensare che un altro premier sarebbe stato migliore dell’attuale; mentre la fatica di medici e infermieri continua a salure e il mondo scientifico si contende il primato o il successo di risultati per vincere l’epidemia…
Mentre tutto questo accade, si muove la carità.

Accade nel mondo ma anche nella Diocesi di Alife-Caiazzo, dove attraverso i servizi della Caritas diocesana e quelle parrocchiali si sta venendo incontro ai bisogni di numerose famiglie e affiancando le istituzioni civili in questo delicato servizio… a cui si è aggiunto anche il servizio di supporto alla sanità locale con la consegna di occhiali, tute e guanti monouso…
NOn solo assistenza materiale da parte della Diocesi ma anche il supporto psicologico del  Centro diocesano per la famiglia “Mons. Angelo Campagna” che non ha sospeso i suoi servizi di assistenza, ma modificando la modalità di contatto sta ugualmente rendenso un necessario accompagnamento alle persone…

È una delle tante gocce che in questo momento dissetano la sete di uomini e donne con bollette da pagare, meno guadagni giornalieri (che pensiero per i tanti lavoratori “a giornata!), esigenze di anziani e bambini da colmare…
Una carità diffusa, di cui nel Matese, si stanno rendendo protagonisti anche associazioni laiche, o privati cittadini “mobilitati” dall’urgenza di dare una mano…

La Caritas di Alife-Caiazzo ha attivato il numero di telefono 333 5684032 per ascoltare e provare a dare soluzioni alle esigenze di questo momento forte anche del sostegno economico venuto dalla Chiesa Italiana (leggi qui) proveniente da donazioni e dai fondi dell’Otto per mille; ma ad essa si affianca il lavoro dei numerosi volontari parrocchiali che essendo a diretto contatto con i territori, o meglio ancora, con le case della gente, già ne conoscono i bisogni e possono agire con interventi mirati. Dal fare la spesa e consegnarla in casa, al confezionare mascherine; offrire anche soltanto una parola di conforto o provvedere al pagamento delle bollette… La Caritas diocesana si muove così, anticipando già oggi quelle che saranno le esigenze dei prossimi mesi.
I bisogni aumentano giorno dopo giorno; il crescendo della curva epidemica ha trascinato con sè (verso un picco che non sappiamo se sia arrivato), la povertà e forse nuove povertà toccate in sorte a molte famiglie, a molte persone sole.
Da diversi giorni, don Alessandro Occhibove, direttore della Caritas diocesana con don Francesco Vangeli, ritira presso il Banco Alimentare il necessario che gli viene richiesto dalle Parrocchie affinché sia recapitato in quelle case con maggiori disagi… Ma non basta e non basterà.

 L’appello. Aiuto e coordinamento 
La carità in questo momento necessita della mobilitazione di tutti: “chiediamo, a chiunque fosse nelle condizioni di donare alimenti o somme in denaro, di parlarne con i parroci e i volontari delle caritas parrocchiali al fine di destinare, anche piccoli segni, a quanti ne hanno bisogno”. È l’appello di don Alessandro, all’indomani di una settimana di tensioni e di attese da parte delle famiglie con più esigenze.
Il vantaggio dei piccoli centri è quello di poter più facilmente coordinare o orientare la carità lì dove c’è un effettivo bisogno, facilitando l’azione diretta di sacerdoti e collaboratori. Ma altrettanto importante, in questo momento, è il coordinamento con le Istituzioni civili per meglio orientare e in maniera capillare il flusso di aiuto…
“Lavorare insieme – ribadisce don Alessandro, stabilendo contatti e coordinandosi, questo conta: siamo un’unica grande famiglia…“.

IL SUPPORTO PSICOLOGICO
Si tratta di un’azione congiunta: ai bisogni materiali si affiancano quelli psicologici. In questo sta intervenendo il Centro diocesano per la Famiglia (pagina Facebook) con il team di medici e sociologi a supporto delle persone già in cura e di quanti hanno sviluppato l’esigenza di un sostegno attraverso il numero 366 1547752.
Il dottre Davide Cinotti, reponsabile del Centro ci spiega che sono per primi gli operatori del Centro, in questo momento a cercare il contatto con le persone in cura…”affinché ogni persona si senta seguita, mai lasciata da sola… Sono inoltre aumentati i disturbi di ansia, quelli del sonno, e i disturbi post traumatici da stress intrafamiliare… Questo ci dice l’urgenza di essere nacor più presenti e di farci avanti con idee e proposte nuove”.
E infatti, tra i servizi che il Centro ha attivato in queste settimane via telefonica anche il sostegno psicologico dedicato agli operatori sanitari, uomini no prima linea sul campo dell’emergenza da Coronavirus e quello riservato ad insegnanti ed educatori (scarica gli orari per i colloqui. Anche in formato pdf). 

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