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    Home»Chiesa e Diocesi»La missione dei Comboniani a Pescopagano, strada di speranza sul litorale Domitio. Il Vescovo Cirulli: “Dire a tutti che Dio salva”
    Chiesa e Diocesi

    La missione dei Comboniani a Pescopagano, strada di speranza sul litorale Domitio. Il Vescovo Cirulli: “Dire a tutti che Dio salva”

    Redazione30 Giugno 20251 commento

    A Pescopagano, frazione di circa 600 abitanti nel comune di Mondragone, ha inizio l’avventura missionaria dei padri Comboniani nella parrocchia di San Gaetano da Thiene. Domenica 29 giugno, nella festa dei Santi Pietro e Paolo, Mons. Giacomo Cirulli vescovo di Teano-Calvi, di Alife-Caiazzo e di Sessa Aurunca ha presieduto la Messa che ha dato inizio al mandato pastorale dei religiosi in una delle realtà socialmente più complesse dell’alto casertano per la forte presenza di immigrati.

    Ai religiosi, ricordando la delicata missione dei due Apostoli, testimoni di unità in nome di Cristo, il vescovo ha affidato il compito di coniugare le diversità, di coltivare armonia e soprattutto la fraternità in un contesto dove le differenze etniche, religiose e culturali accendono micce di odio, diffidenza, intolleranza. “Siamo tutti uno, in Gesù Cristo”, ha sottolineato il Pastore citando la vicenda di vita e di fede di Pietro e Paolo che “differenti per cultura, temperamento e percorso, ma uniti in Cristo, proclamarono l’unico Vangelo fino ai confini della terra”.

    In una terra che si affaccia sul mare – siamo sul litorale domitio – nota in Italia per essere meta di massiccia immigrazione, l’azione dei padri Comboniani si attesta da qualche decennio soprattutto nella vicina  Diocesi di Capua come ponte, sostegno, motivo di conforto attraverso azioni che vanno dall’assistenza materiale e morale a quella educativa attraverso attività che ininterrottamente sono rivolte a bambini e donne in particolare. Il loro ingresso nella Diocesi di Sessa Aurunca conferma il sogno di San Daniele Comboni che nel 1867 fondava il primo istituto missionario con l’urgenza di proporre a tutti la persona di Gesù come amico e salvatore, come colui che può dare senso alla vita anche dei più poveri e delle vittime del mondo. Restituire dignitià, Sono 3mila oggi i missionari comboniani, tra religiosi e laici, impegnati in Africa, America, Asia ed Europa nella realizzazione coraggiosa di quei capisaldi che dal principio ad oggi non sono mai venuti meno per la famiglia comboniana come promozione della dignità di ogni persona umana, la difesa dei diritti umani, la promozione della giustizia sociale e ambientale, della pace e della riconciliazione (visita il sito).

    Accanto al Vescovo, nella celebrazione di domenica, diversi sacerdoti tra cui il vicario generale don Luigi De Rosa e don Osvaldo Morelli vicario episcopale per l’ambito “Testimonianza e Vita cristiana” oltre che parroco di San Rufino a Mondragone; e i padri Comboniani che guideranno la parrocchia: padre Daniele Moschetti, Padre Filippo Ivardi e Padre Daniel Gbedenygna. Insieme a loro altri confratelli religiosi tra cui il noto padre Alex Zanotelli.

    Il mandato di Pietro e Paolo ad essere testimoni ai confini della terra fondendo le loro diversità e incontrandone di nuove tra le genti dell’Impero, il Vescovo lo ha rinnovato alla piccola comunità di Missionari chiamati ad incontrare tante diversità e ad armonizzarle “vivendo in Cristo”, testimoniando nel suo nome “che Dio salva, che Dio è misericordia” ha concluso il Vescovo nell’omelia.

    missionari comboniani missione mondragone pescopagano

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    1 commento

    1. Buffoni Stefania Nadia on 30 Giugno 2025 20:37

      San Daniele Comboni ne andrebbe fiero, vedere i suoi figli continuare l’ apostolato .

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