Un nome diventato proverbiale, un personaggio attorniato da un’eco leggendaria, ma soprattutto, un uomo che ha saputo suscitare emozioni e sentimenti unici per tutti coloro che lo hanno amato e seguito: Diego Armando Maradona.
Dopo i molteplici omaggi di TV e cinema, l’ultimo, in particolare, allo scorso Festival di Cannes con la pellicola The Match diretta da Juan Cabral e Santiago Franco, presentata in concorso nella sezione Cannes Premiere, la storia di Maradona debutta anche a teatro con lo spettacolo Numero 10 diretto da Carolina Fanelli.
Nell’anno del centenario della SSC Napoli, in anteprima assoluta sabato 3 e domenica 4 ottobre al Teatro Palapartenope di Napoli, Numero 10 sceglie la città partenopea come luogo d’elezione per presentarsi al pubblico, il luogo che ha accolto un giovane e promettente calciatore argentino e ne ha fatto un simulacro.
Sul palcoscenico Lina Sastri, nel ruolo della madre di Maradona, Erasmo Genzini che interpreta Maradona stesso, Maurizio Casagrande, Giorgio Borghetti, Piergiuseppe Francione, e inoltre un completo corpo di ballo, acrobati e cantanti, con Ivan Granatino e le musiche di Phil Mer.
La storia di Numero 10 rievoca la morte di Maradona, per poi tornare a ritroso agli esordi del calciatore quando era solo un ragazzo nei quartieri popolari di Buenos Aires, l’arrivo a Napoli negli anni d’oro e la sua ascesa: un racconto artistico che unisce molteplici linguaggi, tra cinema, musica e danza.
Alla stesura del copione ha partecipato anche il giornalista e scrittore Marino Bartoletti, entusiasta di prendere parte ad un progetto che, racconta lui stesso, aspettava da tempo, per avere la possibilità di raccontare a tutti “l’altro Diego, quello che per quanto vittima delle sue fragilità, aveva un’unica stella polare che era la bontà”.
Lo spettacolo, infatti, non mira soltanto a celebrare il profilo di Maradona, ad esaltare la sua gloria sportiva, ma a mostrare il suo mondo interiore, l’uomo dentro il campione, contribuendo a rovesciare, così, le ombre che spesso la stampa nel corso del tempo ha volutamente enfatizzato.
Numero 10 puntando sull’intreccio di generi e facendo della quarta parete il suo sguardo verso il pubblico, punta a coinvolgere gli appassionati frequentatori di teatro, i nostalgici tifosi e tutti coloro che desiderano addentrarsi in una storia umana, scrigno di bellezza e di un cuore tutto azzurro.

