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Il vescovo Valentino Di Cerbo sui funerali di Albino Tammaro. “La sua vita sintonizzata su quella di Gesù”

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All’omelia dei funerali di Albino Tammaro, mons. Valentino Di Cerbo invita a considerare oltre la tragedia, il sacrificio di Albino come quello di Cristo: un pane donato per amore della sua famiglia.

La Redazione – “Questi giorni, per le famiglie di Albino e di Antonio, e per tutti noi, sono stati giorni di dolore”.
Il vescovo Mons. Valentino Di Cerbo guarda negli occhi la realtà e la famiglia di Albino Tammaro, distrutta dal dolore e da un vuoto incolmabile. A Calvisi si sono celebrati i funerali dell’operaio morto tragicamente, insieme ad Antonio Atzeri di Casoria, cadendo dall’impalcatura che stavano montando sulla facciata della basilica di Santa Maria Maggiore a Piedimonte Matese.
Le parole di Mons. Di Cerbo sono concrete, ma poi – oltre la cronaca – si riempiono di speranza, invitano a portare lo sguardo dei parenti e degli amici, trafitto dal dolore, oltre questo terribile accaduto.
“Della morte conosciamo poco, ma come dice il Vangelo, essa può venire in ogni momento, ci può cogliere all’improvviso e far cadere tutto in un profondo silenzio in cui amore e affetto sembrano svanire. Tutto è silenzio”.
I pensieri alti e il dolore che in questi giorni hanno preso tutti, portando a chiedere il perchè di tale accaduto, ma in realtà – come ha invitato a meditare il Vescovo – dovrebbero aiutare a riflettere sul presente, sul valore della vita e provare a capire le ragioni di certi accaduti; ha aggiunto infatti mons. Di Cerbo, “Il dolore e i pensieri alti non nascondono diritti e responsabilità che sono dietro queste morti, gratuite e improvvise”, tuttavia il Vescovo ha invitato ad affrontare con ragione e serenità, con lucidità e con la preghiera l’intera vicenda.
Le parole del vescovo Valentino, cariche di dolore, ma anche di profondo affetto, hanno guidato i presenti a scorgere – da credenti – i segni forti del sacrificio di Albino, “come quello di Gesù Cristo…”
“Sono stati giorni di lacrime vere e sincere sul volto dei tanti che hanno pianto; a queste lacrime possiamo aggiungere quelle di Dio che sta piangendo e non si da pace, perchè rispettando la libertà degli uomini non è riuscito ad impedire” ciò che è accaduto.
La fede di ciascun credente ci vuole consapevoli che Albino è con Dio e insieme “stanno parlando, stanno cercando di rendere lieve questo dolore e far sentire la loro vicinanza”.
In tanti, nei giorni del dolore e nei giorni che seguiranno, che si chiedono dov’è Dio di fronte a questo dramma, viene sempre in risposta la parola di Dio, “come ci ricorda l’evengelista Luca nel racconto dei discepoli di Emmaus: senza che ce ne accorgiamo, senza sentire la sua voce, senza vederlo, Gesù Cammina accanto a noi, e nuovamente per noi si fa dono attraverso l’Eucarestia”.
Al mistero del pane spezzato per amore degli uomini, Mons. Di Cerbo ha affiancato il sacrificio della vita di Albino “anche lui un pane spezzato per amore, per il bene di qualche altro; un uomo che ha donato la sua vita per amore della famiglia, per dare loro il pane e una vita degna: ogni sacrificio ha il suo valore, ha un profondo senso di amore e di vita, così dobbiamo leggere anche il servizio che quest’uomo – che ci ascolta – ha reso alla vita (…). Proviamo allora a guardare oltre quel segmento di vita terrena e considerare la vita di ciascun uomo secondo una prospettiva di eternità, di vita eterna” la stessa che è toccata ad Albino.
La morte di un uomo, si rivela occasione di riflessione che va oltre i fatti, oltre l’accaduto, ma diventa occasione di ripensare la propria vita e il senso che ad essa si sta dando: “cosa stai facendo della tua vita?” ha chiesto il Vescovo ad ognuno. “Ne stai facendo un dono, un pane spezzato ,un segno concreto di amore?”.
“Per me e per voi” ha proseguito Di Cerbo, questa morte contiene un messaggio grande sul senso che stiamo dando alla nostra vita (…) una vita che ci è donata perchè anche noi la doniamo e acquisti senso…”.
Gli affetti infranti si ricomporranno tutti davanti a Dio, quando un giorno saremo insieme, con Albino, nella nostra patria celeste: Il vescovo ha concluso la sua omelia, la sua paterna catechesi con uno slancio di forte speranza e con un abbraccio che attraverso le parole rivela la certezza, per ogni credente, che la vita non finisce sulla terra.
Al termine della messa, la folla che ha gremito la chiesa di San Liberato ha accompagnato con il silenzio e le lacrime il feretro in uscita e proseguito verso il luogo della sepoltura.

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