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Piedimonte Matese. Dall’Istituto Agrario la lettera a Matteo Renzi: “vogliamo chiarezza, vogliamo giustizia”

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Uno storico istituto oggi impraticabile. Dal terremoto del 2013 alunni e professori sono costretti alla precarietà. In un appello, su cui hanno lavorato per settimane, il loro grido di giustizia e trasparenza alle massime Autorità

agrario-piedimonte-mateseLa lettera è indirizzata al presidente del Consiglio Matteo Renzi, al Ministro Pubblica Istruzione Stefania Giannini, al  Coord. Struttura di missione per l’edilizia scolastica, al Prefetto di Caserta Arturo De Felice, al presidente della Regione Vincenzo De Luca, al presidente della provincia di Caserta Angelo di Costanzo, al presidente Nazionale Scuola Cittadinanza  Attiva Marco Frey, al sindaco di Piedimonte Vincenzo Cappello

“Siamo gli utenti dell’Istituto Agrario “Scorciarini Coppola” di Piedimonte Matese, docenti, alunni e genitori degli oltre 200 alunni che frequentano questo glorioso Istituto, fiore all’occhiella della Provincia di Caserta, una delle prime Scuole attivate nella Regione Campania dopo l’Unità d’Italia. Il nostro Istituto ( vogliamo definirlo così perché lo sentiamo nostro nel senso più profondo del termine) da più di due anni ormai non ha una sede., infatti, come è da tutti risaputo, a seguito del sisma del 29 dicembre del 2013, la sede originale è stata interdetto all’utenza in quanto ritenuta “inagibile” e gli alunni dell’Istituto sono stati costretti a vagare, ospiti, da un edificio all’altro di Piedimonte Matese.
Oggi la sede “provvisoria”  dell’Istituto Agrario è all’interno  dell’ITC De Franchis e qui, dal 1 settembre 2014 si tengono le lezioni che, se a livello teorico risultano efficaci e proficue, meno lo sono per quanto riguarda la parte pratica: gli allievi non possono utilizzare né i laboratori, ancora alloggiati nella vecchia sede, né, soprattutto, frequentare le lezioni all’aperto nell’azienda agraria che è situata alle spalle del vecchio edificio in via Giovan Giuseppe d’Amore, troppo lontana per essere raggiunta a piedi dalla sede del De Franchis. Gli allievi, quindi, per operare praticamente devono effettuare sforzi incredibili e gli stessi docenti delle materie professionalizzanti si trovano in grande difficoltà.
Sono oltre due anni che ci rivolgiamo a quanti possono e devono far fronte a questa situazione ma senza alcun risultato, solo parole, promesse ma fatti nemmeno uno. Ci hanno chiesto di avere pazienza, l’abbiamo avuta ma, a distanza di tanto tempo, la situazione non solo non si è risolta ma non è stata nemmeno ancora affrontata. Nessun lavoro importante è stato effettuato per rendere agibile l’antico Istituto Agrario, nessun lavoro definitivo sembra essere in programmazione. Nel Comune di Piedimonte Matese sono stati avviati svariati lavori di manutenzione a seguito del sisma, ma hanno interessato altri edifici, altrettanto rilevanti, ma i cui lavori erano sicuramente meno urgenti. Vogliamo sapere quale sarà il futuro della nostra Scuola anche perché temiamo che, con il passare dei mesi nel silenzio e nell’oblìo, ci si dimentichi di noi e dei nostri problemi, si sottovaluti l’urgenza della situazione e si abbandoni l’edificio storico dell’Agrario alla decadenza. Noi, in qualità di fruitori del servizio e come cittadini italiani non vogliamo essere considerati utenti di serie “B” e chiediamo a gran voce risposte alle domande che da oltre due anni ormai ci poniamo.

A distanza di oltre due anni dal sisma, quando verrà effettuata una nuova perizia per accertare la reale e attuale situazione dell’edificio?
Quando inizieranno i lavori di restauro definitivo (strutturali, statici, infissi, impianti, palestra, norme di sicurezza) dell’edificio sede dell’Istituto Agrario?
Quali saranno i fondi a cui si attingerà per i lavori?
Quando gli alunni dell’Istituto Agrario potranno tornare ad avere una sede che non sia provvisoria ma definitiva?”
Le domande sono tante, e tutti ci attendiamo risposte concrete per salvaguardare il diritto allo studio di questi ragazzi.

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