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Papa Francesco incontra i sindaci del Matese nell’udienza concessa ad Asmel: riflessione sulle difficoltà delle aree interne

Tocca il tema della disparità di servizi tra centri maggiori e piccoli comuni, come anche quello dello spopolamento delle aree interne.

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Una delegazione di 200 sindaci provenienti da ogni parte d’Italia ha partecipato, stamattina, all’udienza speciale concessa da Papa Francesco all’Associazione per la sussidiarietà e la modernizzazione degli Enti locali (Asmel), nella Sala Clementina del Palazzo apostolico vaticano. Presenti anche alcuni sindaci dal Matese: Rocco Landi di Valle Agricola, Pasquale Orsi di Letino, Vincenzo Lanzone di Ailano, Michele Caporaso di Sant’Angelo d’Alife, Damiano De Rosa di Prata Sannita, Giuseppe Onofrio di Gioia Sannitica, Nicola Pelosi di Roccaromana, Giuseppe Di Cerbo di Baia e Latina, e Marino Feroce di Caianello.

“I territori da cui provenite sperimentano alcune delle contraddizioni della società attuale e del suo modello di sviluppo”, così Papa Francesco ai Sindaci nell’Aula Clementina del Palazzo Apostolico. “I piccoli Comuni, soprattutto quelli che fanno parte delle cosiddette aree interne, e che sono la maggior parte, sono spesso trascurati e si trovano in condizione di marginalità. I cittadini che li abitano, una porzione significativa della popolazione, scontano divari importanti in termini di opportunità, e questo resta una fonte di disuguaglianza”. “Alla radice di questi divari c’è il fatto che risulta troppo dispendioso offrire a questi territori la stessa dotazione di risorse delle altre aree del Paese”, il Papa ha poi portato un esempio concreto di cultura dello scarto: “tutto ciò che non serve al profitto viene scartato’. Si innesca così un giro vizioso: la mancanza di opportunità spinge spesso la parte più intraprendente della popolazione ad andarsene e questo rende i territori marginali sempre meno interessanti, sempre più abbandonati a sé stessi. A restare sono soprattutto gli anziani e coloro che più faticano a trovare alternative”. Tocca il nervo scoperto di una triste riflessione il Pontefice, evidenziando la debolezza di tanti comuni, tra cui anche quelli dell’area matesina da cui non si arresta l’emorragia di partenze soprattutto fra i più giovani. “Di conseguenza, ha osservato il Santo Padre, “cresce in questi territori il bisogno di Stato sociale, mentre diminuiscono le risorse per darvi risposta”. (il discorso completo di Papa Francesco).

“Papa Francesco ha parlato ed elogiato le aree interne”, il commento del sindaco di Ailano Vincenzo Lanzone “dove risiedono i valori autentici e la natura esprime il massimo; ha rimarcato il dovere di mettere al mondo i figli quale risorsa per tutti e per scongiurare il calo demografico e lo spopolamento”.

 Asmel. Cos’è e quali vantaggi offre ai piccoli e medi Comuni 
L’Asmel è un’associazione nata nel 2010; oggi conta 4.296 Enti locali italiani ed è rivolta principalmente ai piccoli e medi Comuni che rappresentano la frontiera di prossimità della Repubblica nel rapporto diretto con i cittadini e le comunità locali.
Lo stile di Asmel è incentrato sull’associazionismo di servizio e promuove l’accessibilità anche dei piccoli e medi Comuni alla gestione sinergica di una serie di attività strategiche per gli stessi come la formazione specialistica, il reclutamento di personale, i partenariati per lo sviluppo delle comunità energetiche e della transizione ecologica nonché la gestione telematica degli appalti. Proprio in questo ambito, al fine di garantire efficienza e trasparenza negli investimenti pubblici, Asmel ha promosso la Centrale di committenza “digitale” Asmecomm che è diventata in pochi anni la prima centrale di riferimento dei Comuni italiani. Un ambito nel quale lo stesso Vaticano sta mostrando profonda attenzione e sensibilità.

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